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venerdì 8 febbraio 2008

Tom Traubert’s blues di Tom Waits ed altro

Mi è sempre piaciuto ascoltare Tom Waits. Il Tom che apprezzo non è però quello sperimentale, jazzy, fusion ecc.: non quello, per es. (se ricordo bene quei dischi) di Swordfishtrombones o di Rain dogs.
Benché Waits si sia dimostrato grande anche in Sword ed in Rain dogs, preferisco le sue ballate & blues al piano… magari con un bel sax in sottofondo, o con una tromba che ricami struggenti melodie.
Di Waits amo anche pezzi strumentali come Closing time, che mi piace ascoltare al tramonto.
Tra le ballate ed i blues del vecchio Tom, la mia entusiastica riconoscenza va a Ol’ 55, Cold, cold ground, Martha, Rosie, Foreign affair, On the nickel, Ruby’s arms, (Looking for) the heart of Saturday night, San Diego serenade e naturalmente, a Tom Traubert’s blues. Waits ha costruito questi pezzi badando ad una certa essenzialità: poche note, solo quelle che servono per accompagnare una storia… però spesso molto contraddittoria e complessa. Waits canta quei brani con voce come al solito raschiante e funestata dal tabacco e dall’alcol, ma il cantato non è esibito.
Waits canta il suo dolore e quando vuole sa anche urlarlo: ma mai in modo falso o sguaiato. Le note del piano e della chitarra, come per es. in I hope that I don’t fall in love with you accompagnano il brano in modo armonico e giusto. Attraverso le sue ballate ed i suoi blues, Waits canta gli amori finiti (quasi sempre male), le sbronze, le risse, i vagabondaggi, la solitudine e fa questo con una certa misura: con dignità, è questa la parola giusta.
In Tom Traubert’s blues il protagonista va per la città col chiodo fisso di portare a ballare una certa Matilda.
Archi e violini, ma non mielosi, contrappuntano il cantato mentre Waits evoca soldati, cani, taxi, cinesi vagabondi, banditi monchi, spogliarelliste ed implora qualcuno di pugnalarlo(!). I violini sono un’eco che si perde tra le note del piano e la canzone è pervasa da un senso di sconfitta, i versi che Waits canta sono amari. Ma è una sconfitta di cui si prende atto, a cui non ci si arrende; la differenza è notevole.
Il protagonista dichiara di non voler “comprensione” e che secondo certi “fuggiaschi” le strade non sono più fatte per “sognare”; ma lui non riceve: vuole ancora portare a ballare la sua Matilda.
Tipetta tosta, poi, la Maty: in effetti, ha già ucciso un centinaio di uomini…
Alla fine il buon Tom raggiunge con una valigia sfasciata un hotel qualsiasi, la sua camicia è sporca di sangue e di whisky. Sarà l’alba o quasi quando darà la buonanotte ai pochi che si trovano ancora per strada… ed anche a Matilda.
Il piano, la voce ed i violini sfumano in un lamento blues e forse ora Tom potrà riposare. Forse.

2 commenti:

  1. Non tutti sanno che Tom Waits è anche cinema. Per Coppola scrisse la colonna sonora di "Un sogno lungo un giorno" e per lui recitò in "I ragazzi della 56° strada", "Rusty il selvaggio", "Cotton Club". Ebbe un ruolo tutto suo in "Down by law" (1986) di Jim Jarmush nel quale duettò con un ancora sconosciuto Benigni. E' apparso anche in "Dracula" e "America oggi" sempre con il suo buffo e indolente dondolarsi come una scimmia ripreso dal 'pirata' John Depp (attore ma anche chitarrista amante del rock). Di Waits mi piace questa descrizione che lo dipinge come fosse lui stesso la sceneggiatura di un film:
    "è uno che canta e nella sua voce ci sono le voci di tutti i barboni ubriaconi del mondo. Non è una voce, è una discarica pubblica, è una sigaretta lunga anni, è milioni di birre e chilometri, e centinaia di amori e motel."
    Ciao. Ciack

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  2. Riccardo Uccheddu10 febbraio 2008 18:52

    Rif. Ciack
    Hai proprio ragione: Waits ha dato prova della sua versatilità, anzi del suo genio anche in campo cinematografico. Ho visto i film(s) che hai citato (tranne “America oggi”) e trovo che si sia dimostrato grande anche come attore: per me soprattutto nel “Dracula” di Coppola… film che “venero”. Penso che davanti alla macchina da presa pochi musicisti avrebbero retto o reggerebbero il confronto con lui. 1 dei pochi, Keith Richards: a cui non a caso si è ispirato Depp e che ha avuto 1 “cameo” nel 3°episodio della saga piratesca. Perfetta la descrizione di Waits da te riportata.
    Comunque, Ciack, bentornato su questo blog! Ciao.

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