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sabato 9 febbraio 2008

Riccardo Uccheddu colpisce (scrive) ancora





Il 1° marzo uscirà il mio 2° libro.
Ora che cosa succederà? In mio onore l’inquisizione riaccenderà i roghi ed i manicomi riapriranno gioiosi i cancelli? Del resto, non credo che Fbi, agenzia investigativa Pinkerton, Cia e Scotland Yard staranno a guardare.
In attesa di questi dubbi onori, vi informo del fatto che l’opera sarà 1 romanzo e si intitolerà Lune a scoppio. Il titolo unisce la notte, simboleggiata dalla luna, alle uscite in macchina, a loro volta simboleggiate dai motori a scoppio.
Il protagonista, il mio alter-ego si chiama Giacomo Porcheddu: nome, questo, chiaramente tedesco-americano. Ci troviamo in prevalenza a Cagliari, benché siano frequenti i salti di spazio e di tempo. Seguiremo le vicende, davvero molto alterne di un ragazzo che dai 20 anni si sposta verso i 24.
Giaco, come si fa chiamare, non sopporta cose come dovere, convenzioni, logica, finti sorrisi ecc.
Trova la realtà “noiosa” perciò vorrebbe crearne una tutta sua.
Beve ma solo con chi gli piace: altrimenti è ferocemente astemio. Scrive col proposito di trasformare il romanzo, da “semplice” cronaca di fatti, sentimenti e progetti in una sorta di astronave.
In tutto questo si fa aiutare dalla musica, che gli dà una mano a scacciare certi “dèmoni” o “mostri” che gli “ringhiano sotto la pelle.” Infine il linguaggio, che ho cercato di rendere il + possibile vario, esplosivo, appunto scoppiettante.
Naturalmente, a chi avrà la cortesia di intervenire alla presentazione del romanzo andrà la mia benedicente gratitudine.
Appunto della presentazione fornirò a tempo debito adeguate “coordinate spaziotemporali” o, come direi io mettendo per il momento la museruola a Giaco, ora e luogo precisi.



La nota di copertina a cura dell'editore Davide Zedda:

“Un romanzo è un’astronave d’abeti e ricordi, una nave di baci, lotte e carezze che man mano si stacca da quel porto falsamente sicuro che chiami ragione, un romanzo è un viandante che fugge a gambe levate da quella taverna (malfamata) che è la logica.”
Giacomo canta in un gruppo rock-blues, gli interessano le ragazze, la birra, la musica, il calcio e la poesia.
Ha bisogno di musica, la sola in grado di elevare, staccare e liberare dai legami, quella che colpisce nel segno e placa i mostri che ringhiano sotto la pelle. Scrive per liberarsi e vede il proprio io frantumarsi e ricomporsi senza mai lasciarsi afferrare.
E beve… perché gli va.
Paranoico a tal punto che la calma lo spaventa, vive come un equilibrista in bilico sul lato pericolante della sua vita riuscendo sempre a trovare il modo per non schiantarsi rovinosamente al suolo.
Spesso perde il filo, a volte lo ritrova, a volte no… ma questo non importa.
Esplora e analizza i misteri che urlano, sibilano e sghignazzano nel buio della sua vita in cui fantasmi, incubi e dolori hanno messo radici difficili da estirpare, dà la caccia alla sua fetta di Paradiso che forse si intravede, non ancora nitida, all’orizzonte.

Riccardo Uccheddu è nato a Cagliari nel 1962. Ha già pubblicato “Dante avrebbe lasciato perdere” (2006), ha curato per Davide Zedda Editore i volumi “Lettere dal carcere” di Antonio Gramsci e “Clelia” e “Poema Autobiografico” di Giuseppe Garibaldi.

21 commenti:

  1. Il buongiorno si vede dal mattino....e questa notizia è ottima per cominciare la giornata!
    Che dire? La curiosità e l' attesa per questa tua nuova creazione è davvero alle stelle, dal momento che come scenografia , nella copertina del tuo romanzo, c'è la luna che fa da madrina!
    Un abbraccio fortissimo
    Miriam

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  2. Riccardo Uccheddu9 febbraio 2008 15:32

    Rif. Miriam
    Cara Miriam, contraccambio l’abbraccio. Inoltre, devi sapere che la curiosità e l’attesa per la nuova creazione sono alle stelle anche per me. Come andrà, stavolta? La seconda “opera” saprà ritagliarsi un suo spazio (si spera molto ampio) o solo uno spazietto? L’editore mi assicura che la 1/a (per 1 esordiente) si è fatta onore. Comunque, è proprio il caso di dire… che la luna mi porti fortuna! Ciao.

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  3. Complimenti, Riccardo. Sono molto contento del tuo ritorno in libreria, e sono molto curioso di vedere come ti "muovi" questa volta in un romanzo...
    Un grande in bocca al lupo per tutto!
    Piergiorgio Pulisci

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  4. Maria Vittoria16 aprile 2008 15:07

    Il romanzo è di quelli che vanno riletti tante volte, senza mai stancare,dando ogni volta qualcosa in più. E non è cosa comune.
    Un romanzo autobiografico: sentiero scivoloso, rischioso. Il rischio di narcisismo e di banalità sono dietro l'angolo. La possibilità di annoiare gli altri. Invece nel caso di questo romanzo diventa opportunità di crescita anche per il lettore, di percorrere un altro pezzo di viaggio personale. E non è determinante che il lettore abbia condiviso la stessa città, lo stesso quartiere: è una possibilità offerta a ogni lettore, ad ogni latitudine, in ogni tempo. Come il romanzo merita.
    Tania: questa figura femminile così semplicemente e naturalmente bella, sana soprattutto. Il cui contatto, appena anche il contatto, è subito possibilità di contatto con l'esterno, rispetto al sogno, allo sbattersi in una interiorità inquieta e dolorosa, al buio. E allo stesso tempo non impedisce che il viaggio interiore continui, (e questo sa un po' di miracolo) anzi contribuisce a creare il percorso.
    Mi piace il linguaggio. Anche se è ricco di letteratura, è fresco, soprattutto autentico. Si sente che nasce come esigenza di uno strumento per comunicare con più efficacia, e non (assolutamente) per un gusto del gioco linguistico.
    Nessuna parola è banale, scontata, inutile.
    Mi colpisce la capacità di staccarsi pur rimanendo coinvolti, staccarsi nel senso di spostarsi su un piano diverso (forse più alto?) comunque ad una distanza che permette di osservare l'esperienza, il contesto e sé stessi, e questo è solo del genio artistisco.
    Mi è piaciuto moltissimo.

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  5. Prometto solennemente che uno dei tuoi romanzi sarà il mio prossimo acquisto in libreria! Che curiosità...Ma li trovo un po' dappertutto a Cagliari?

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  6. Ringrazio per la fiducia, sperando di meritarmela! Ora, a Cagliari dovresti trovarli tranquillamente, comunque ti consiglio ti cercarli da Murru (in via S. Benedetto 12)oppure da Biblos, Succa o presso la libreria della stazione di via Roma. Murru è più sicuro.
    "Dante avrebbe lasciato perdere" è una raccolta di racconti. Fammi sapere che cosa pensi dei miei sproloqui, una volta che li avrai letti! Ciao.

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  7. Bene, andrò da Murru, non ci sono mai stata anche se è vicinissimo a casa mia (stranezze!), ma ho capito benissimo qual è...Ti farò sapere!!!

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  8. Ora mi segno il titolo e me lo compro, ma lo troverò a Milano? ai qualche libreria da consigliarmi?

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  9. Rif. euclide
    Ringraziando ringraziando ringraziando per la fiducia circa il libro, per l’acquisto potrei consigliarti d’ordinarlo presso una qualsiasi libreria, fornendo questi dati: Riccardo Uccheddu, “Lune a scoppio”, Davide Zedda Editore. Il libraio farà capo a www.delporto.it e lo troverà subito. Per levarti ogni dubbio, puoi entrare anche tu nel sito in questione.
    Una volta letto il libro, firmerai una petizione per far riaprire i manicomi!
    Grazie e salludus.

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  10. 24 anni ... un'età in cui ti senti un super eroe, in cui il mondo per te è qualcosa di più dell'America di Cristoforo Colombo! Gli unici limiti che hai sono quelli che ti vengono imposti dagli altri!E vai a cozzare contro indici puntati, contro sguardi di rimprovero e ti senti soffocare da un perbenismo fatto in casa!Un'età difficile ... in cui si vive in uno stato che si avvicina al disturbo borderline della personalità!
    Sperando che l'esodo estivo non abbia convinto tutti i librai della mia zona a prendersi lo stesso periodo di vacanze, spero di riuscire a ordinarlo!

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  11. Rif. isabella
    Hai colto a dovere il punctum dolens (che è 'sto latino, stasera?) del romanzo. E del protagonista. Poi, quel protagonista è parecchio anche il sottoscritto... di una volta.
    Ti ringrazio per la fiducia e se trovi "Lune a scoppio", comunicami il verdetto.
    Ciao.

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  12. Con circa un anno di ritardo ti mandiamo un grandissimo augurio che possa darti la carica per poter continuare a esprimere tutta la tua creatività, che è la parte migliore di te!

    FORZA RICCARDOOOO!!!

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  13. Rif. franca e andrea
    Carissimi, un grazie di dimensioni colossali: come se fosse un kolossal di Hollywood, ma più divertente, realistico e soprattutto reale!

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  14. Ti posto la recensione che ho pubblicato su aNobii, lo conosci questo posticino pieno di libri?
    Del tuo libro… ricordo musica, molta musica, desiderio di amore, amore quasi sacro a cui immolare e dedicare la proprio esistenza, ma anche amore profano colmo di pulsioni, di forte sensualità e dolore, tanto dolore da annegare in tanto, forse troppo alcool...

    Tutto questo e tanto altro arricchito da citazioni colte e popolari, cultura e novità letterarie... per me tante, alcune simpatiche, sorprendenti e stimolanti, altre bisognose di note e chiarimenti.
    Un nuovo e moderno Joyce? Io ho amato la lettura dell'Ulisse, ma non ho certo capito né tutto, ne bene. E le”Lune a Scoppio”? Idem. :)

    E Tania è diventata ... tua moglie?
    Sei forte! ;)

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  15. Ciao Alice e muchas gracias per la recensione!
    Hai colto perfettamente gli elementi principali del libro, che sia pure amplificati, romanzati ecc. hanno fatto parte di una fase della mia vita.
    Quando ho scritto “Lune a scoppio” ero fissato col cosiddetto poema eroicomico in prosa di Sterne, Fielding ecc.
    Il poema in questione è proprio quel che hai definito nel tuo commento come “citazioni colte e popolari, cultura e novità letterarie” ecc. Esso tratta con gran serietà argomenti o fatti anche banali, per ottenere un effetto comico o comico-satirico e mescola tra loro lingue ed elementi molto vari o anche contraddittori.
    Ed abolisce la normale sequenza spazio-temporale.
    Certo, governare questo meccanismo non è facile perché comunque richiede molto più controllo di quanto non ne occorra per governare la struttura di un romanzo tradizionale…
    Comunque l’accostamento con Joyce (che nei suoi romanzi si rifece molto a tale meccanismo) mi inorgoglisce: diciamo che ora mi sento come una tribù di pavoni!
    “Ulisse” va letto, secondo me, con MOLTA calma.
    Pensa che una volta un amico di Joyce, vedendolo disperato gli chiese che cosa avesse e lui: “Oggi ho scritto sette parole. Ma non so in che ordine disporle!”
    Tornando a me (scusa, Joyce) se leggerai l’ideale seguito di “Lune a scoppio” cioè “Il gioioso tormento” vedrai che la struttura è molto più tradizionale, anche se i fatti narrati saranno comunque… sufficientemente deliranti.
    Tania (il cui vero nome è ovviamente un altro) è per sua disgrazia diventata mia moglie.
    Salutone e re-thank you!
    P.s.: dove si trova la recensione su aNobii?

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  16. Beeeello, hai sposato Tania!!! Sembra una favola!!!

    Sono contenta di aver capito qualcosa di buono dal tuo romanzo e... anch'io mi sento una tribù di pavoncelle per il tuo apprezzamento alla mia piccola recensione. Anobii è a questo indirizzo
    http://www.anobii.com/mariaval/books (c'è anche in Alicemate menù a dx)

    Leggerò sicuramente anche il seguito, ora è in prestito a mio nipote che restituirà entro breve. Comunque, come hai forse notato, io sono lenta di mio a leggere i libri, mi piace godermeli a piccole dosi, anche perché quando si lavora il tempo che resta è poco e addormentato...
    La lettura dell'“Ulisse” è stato un regalo che mi sono fatta prendendomi il tempo che mi serviva e me n'è servito...
    Beh, allora continua a scrivere, anche per tutti noi!

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  17. rif. alicemate
    Una favola rock, si direbbe!
    Adesso vado a leggermi e di corsa la recensione su aNubii...
    Sempre più pavone per aver letto che ti "infliggerai" anche la lettura del seguito, ti prego di farmi sapere anche che cosa pensi di "Lune a scoppio" tuo nipote.
    Del leggere, in ogni caso, hai rivelato la ricetta migliore: come un buon vino, va gustata lentamente.
    Io leggo anche famelicamente e e velocemente, ma trovo valide entrambe le tecniche.
    Grazie per l'incoraggiamento, appena ho un minuto passo da te!

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  18. Com'è una favola rock? E vissero felici e contenti! ma... poi... ?
    Mio nipote sta leggendo "Il gioioso tormento" e forse pubblicherà la recensione su aNobii, si è iscritto da poco.
    Glielo dirò che sei interessato ad un suo parere.
    Almeno una sedia l'hai liberata? :)

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  19. rif. Alicemate
    Continuarono a vivere felici e contenti; almeno, io. "Tania" non saprei!
    No, scherzi a parte, nonostante la mia follia penso che stia bene anche lei.
    Sì, mi interessa molto il parere di chi è più giovane di noi (di me senz'altro).
    Quanto alla sedia, che dire? Ne ho liberato una ma ora il problema è il divano!
    E tra poco inizierà la scuola...
    Salutone!

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  20. Non mettevo in dubbio la felicità di entrambi, volevo che mi spiegassi il significato di “favola rock”.
    Non è ancora iniziata la scuola? Quale scuola inizia così tardi? O in Sardegna avete un altro calendario? Certo che la scuola moltiplica il disordine libresco in una casa, se più componenti poi la frequentano... ci vuole una buona organizzazione famigliare per tener libero anche il tappeto dell'ingresso...
    ( Io la scuola l'ho iniziata più di un mese fa, domani anche mi tocca)
    Buona notte e buona favola!

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  21. rif. alicemate
    Favola rock: be', semplice... tu prendi le vicende di Giacomo Porcheddu e dà loro un lieto fine.
    Dall'anno scorso io insegno in una scuola privata; quest'anno (ed anche lo scorso) l'inizio delle lezioni è stato fissato per metà mese.
    Da noi la scuola pubblica inizia invece verso il 15 ottobre.
    Per tener, come dici libero il tappeto dell'ingresso ci vuole una buona organizzazione famigliare... che purtroppo io vanifico con letture ripetute e fameliche!!!
    Lunedì avrò comunque la 1/a lectio dell'anno.
    Buona domenica y saludos!

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