I commenti sono ovviamente graditi. Per leggerli cliccate sul titolo dell'articolo(post) di vostro interesse. Per scrivere(postare,pubblicare) un commento relativo all'articolo cliccate sulla voce commenti in calce al medesimo. Per un messaggio generico o un saluto al volo firmate il libro degli ospiti (guest book) dove sarete benvenuti. Buona lettura


martedì 19 febbraio 2008

Noticine sul romanzo (parte prima)

Mi piacciono i romanzi che raccontano una storia. Purtroppo, certi romanzi sono dei saggi camuffati o comunque delle esibizioni di erudizione da parte dell’Autore. Tipico, come ho già detto commentando I dodici abati di Challant della Mancinelli, il caso del Nome della rosa di Eco.
Certo, uno può scrivere come vuole ed ottenere grandi risultati anche col saggio in maschera; del resto io ho letto il Nome almeno 4 volte ed ognuna con rinnovato entusiasmo. Ma questo è dipeso dal mio “amore” storico-filosofico per il Medioevo. Sul piano narrativo (sebbene il Nome abbia anche 1 impianto “giallistico”) l’opera di Eco non mi ha entusiasmato.
Come sarà nata la letteratura? Io immagino qualcuno, uomo o donna che in epoca preistorica mentre la tribù si scalda attorno al fuoco, racconta qualcosa. Lui o lei comincia a parlare di “quella volta” che si fece dare “1 passaggio da un dinosauro.”
E tutti: “Ma che dici? I dinosauri sono estinti da milioni di anni! Poi, anche se ce ne fosse ancora uno, vivo, t’avrebbe sbranato. Infine, potranno dare dei passaggi soltanto le automobili.”
Il povero narratore o la narratrice (comunque povera): “Dovevo capirlo subito che eravate degli assistenti universitari.”
“Ah, sei sempre il solito polemico.”
“Che cosa c’entra la polemica? Il fatto è che stavo raccontando d’1 Tyrannosaurus rex…”
“Non puoi dire “T. Rex”? Non puoi abbreviare?”
“Starete scherzando! Tyrannosaurus rex ha 1 bel suono… perché siete così fissati con abbreviazioni, sigle, numeretti ecc.? A che cosa servono?”
“A risparmiare del tempo.”
“Ma siamo preistorici! Abbiamo tutto il tempo che vogliamo! Sentite, magari non mi crederete, ma ieri sera 1 pterodattilo mi ha confidato che stava pensando d’inventare la clessidra, poi ha pensato che riesce a misurare il tempo con le ali. Così ha deciso di lasciar stare. Ma secondo il fantasma di Jean Marc, voi lo conoscete, no, il mammuth canterino…”
A questo punto avrete capito che per me, la letteratura tende ad identificarsi con quello che certi considerano “delirio.”
Tuttavia, sottolineo il “tende.”

Nessun commento:

Posta un commento

.
Al fine di evitare lo spam, I Vostri graditi commenti saranno pubblicati previa autorizzazione da parte dell'amministratore del Blog. Grazie.
.