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venerdì 28 marzo 2008

“Gli esami” di De Filippo (parte prima)

Gli esami non finiscono mai (1973): l’ultima commedia di Eduardo. Ma è riduttivo definirla “commedia”: secondo me è la summa del pensiero di un artista che ha saputo fondere armoniosamente elementi comici, riflessioni a carattere esistenziale, osservazioni relative al costume ecc.
Gli esami, commedia in 3 atti e 1 prologo ci presentano la vita del protagonista, Guglielmo Speranza dal momento della laurea a quello della sua morte. Nel prologo egli si imbatte nei suoi compagni d’università; è felice, ripete: “Gli esami sono finiti! Non dovrò più dare esami!” Si beve e si festeggia poi l’amico Furio La Spina ricorda la loro lunga amicizia. Osserva che Guglielmo fu sempre più “fortunato” di lui con le donne e con gli studi, però non è invidioso. La precisazione rivela l’uomo, così come fa il suo stesso nome: La Spina. Costui, intanto, si propone come “angelo custode” di Guglielmo.
Ma (già nel 1° atto) Guglielmo vede che gli esami continuano: quando va a chiedere in sposa la sua Gigliola, incontra una nuova commissione esaminatrice costituita stavolta da padre, madre e zio della ragazza. Costoro arrivano a chiedergli quanti caffè beva, quante sigarette fumi, perfino se abbia mai contratto delle malattie veneree! Lui, con candore misto a scaltrezza, passa anche questo esame. Però la commissione decide che matrimonio prima di 2 anni, nisba; bisognerà vedere se Guglielmo farà fruttare quel “pezzo di carta”, come con notevole finezza definiscono la sua laurea. Insomma, Guglielmo è promosso ma rimandato.
Quando quasi allo scadere del fatidico biennio egli rivede La Spina, è un uomo felice perché da “fidanzato ufficiale” sta per ricevere dal suocero la nomina a “marito effettivo". ”Inoltre ha sgobbato duro ed ora sta facendo carriera. La Spina si complimenta ma riferisce certe voci secondo cui la strada gli sarebbe spianata dal suocero: ciò è falso ma turba la sua felicità.
Furio è uno squallido arrivista, falso amico, incapace negli studi (dopo l’ennesima bocciatura è costretto a lasciare l’università) ma cerca di farsi passare per genio. Ha inventato le scarpe col calzascarpe incorporato! Ma il tasto su cui batte sempre sono le voci: false e che lui crea. A Guglielmo, che giustamente sdegnato esige i nomi di certi maldicenti, consiglia di controllarsi perché “già si dice” che sia “invasato, fanatico, vanaglorioso.” Infine, con untuosa insistenza, si impone come compare d’anello.
Gigliola rimane incinta prima del matrimonio: il fatto è evidentemente privato ma Guglielmo riceve delle lettere anonime piene di insulti; La Spina è sempre presente. E punge. Il tempo passa ed ora i coniugi Speranza hanno 2 bei bambini ma vicini e parenti, nuovi membri di una “commissione di controllo”, esaminano la prole: il 1° bimbo somiglia al padre, ma il 2°? Così, Guglielmo comincia quasi a dubitare d’essere il vero padre e prende anche lui ad esaminare il figlio. Che gli esami siano iniziati anche per il neonato?

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