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venerdì 9 novembre 2007

Uragano Who? Sì, grazie!

Da parecchio gli Who rappresentano il lato criminale ed inquietante del rock. Ora sono certo + “presentabili” d’1 tempo (fine anni ’60 e metà dei ’70): del resto è morto da molto Keith Moon, il mister Hyde dei batteristi rock. Di recente è morto anche John Entwistle, il bassista dalla tecnica quasi jazzistica. Forse questo è normale per 1 gruppo il cui maggior successo è My generation, con quel verso: “Spero di morire prima di diventare vecchio.” Pare che a corteggiare troppo una certa Signora si finisca per essere accontentati…
Francamente, quando ho sentito che nonostante il decesso di Entwistle, il bassista-mago, la band ha continuato il tour… ho provato rabbia. Che senso aveva? Ritirandosi dal tour il gruppo avrebbe pagato una penale salatissima? Ma non avevano problemi di soldi. L’unico motivo poteva essere, come ha detto Townshend in altre occasioni, quello di non lasciare a piedi i fans. Tuttavia penso che i veri fans non avrebbero mai voluto vedere i loro re sul palco senza John… almeno, non da un giorno all’altro, come se fosse morto 1 cane.
La mia idea di rock sarà ingenua o fanatica ma credo che quando 1 gruppo avente oltre che una sua estetica, un progetto, una visione comune della vita e dell’arte (non del solo rock) allora tutti i suoi membri siano legati tra loro come da 1 patto di sangue: un pò come i Demoni di Dostoevskij. Perciò i soldi, la fama e le aspettative degli altri contano 0. Un vero gruppo non è un semplice aggregato di musicisti, è un tutto unico.
Ma devo anche dire che la visione delle cose di Townshend è sempre stata improntata ad un realismo quasi cinico. Nell’’81, in occasione d’1 loro concerto allo stadio di Cincinnati, all’apertura dei cancelli si verificò una ressa, disordini e morirono schiacciati 11 ragazzi; lui disse: “Questo è il rock.” Forse aveva ragione: il rock non è consolatorio. Chi vuol essere consolato va in chiesa; poi, anche lì non si prega un Uomo inchiodato ad una croce?
Tutta la musica degli Who è sotto il segno dell’energia e di 1 selvaggio entusiasmo. Un uragano, appunto. Gli odierni gruppi di heavy metal sono dei pivellini, in confronto; gli Who erano duri già nel 1964! Il cantante Roger Daltrey faceva mulinare il microfono come una catena o come un’arma di qualche guerriero ninja; K. Moon pestava sui suoi tamburi suonando quasi sempre in assolo inoltre, magnifico guitto, lanciava la sua bacchetta in aria per riprenderla al volo senza mai perdere il tempo; Townshend saltava come 1 grillo e dopo certe pennate, la sua chitarra necessitava di 1 equipe di chirurghi. Imperturbabile il solo Entwistle, che suonava con l’olimpica calma di Zeus.
Ora sul trono mooniano, che per 1 certo periodo occupò Kenny Jones, siede il figlio di Ringo Starr. Del resto, Grillo Pazzo Townshend è sempre stato un fan dei Beatles ed è amico di Sean, figlio d’1 certo John Lennon. Daltrey, l’ex fabbro diventato per nostra fortuna cantante rock, i capelli ora tagliati corti ed un fisico da campione dei mediomassimi, continua a roteare quel microfono. Meglio stare a distanza di sicurezza. Pete Squartachitarre ha affinato la sua tecnica ed ora sfida i giovanotti. Il sorriso è meno cattivo ma è ancora molto obliquo e beffardo. E benché molta chitarra sia passata sotto i ponti del rock, l’unico che possa reggere il confronto coi suoi riffs è Keith Richards, l’anima nera degli Stones. Che il rock cominci (o almeno continui) a 60 anni?

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