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venerdì 16 novembre 2007

Autunno mio (l’autunno a Cagliari)

A dire il vero, Cagliari non conosce l’autunno. Da noi è ancora estate sino all’inizio d’ottobre. A volte, qui l’estate si concede una proroga sino ai primi giorni di novembre. L’anno scorso verso l’8-10 del mese c’era chi andava ancora al mare.
Ma poi, per citare una frase dei nostri vecchi, come Dio vuole l’autunno inizia anche da queste parti.
Di recente ho visto un documentario sulla regione francese della Camargue. Bè, care amiche e cari amici, pur con sommo rammarico devo informarvi del fatto che da noi l’autunno non regala dei tramonti così rosseggianti, dai nostri stagni non decollano aironi, presso i nostri fiumi non si abbeverano cavalli bianchi. No, purtroppo.
Eppure, anche l’autunno casteddaiu (cagliaritano) ha un suo fascino. Quando il sole va via e le nuvole si stendono sulla città come un antico mantello, è bello sedere su una panchina a fissare il mare, le barche che scivolano tranquille ed i gabbiani che cantano nel loro, particolarissimo, stile.
Mi aggiro furtivo come un ladro nella zona compresa tra l’antico arsenale, la cattedrale ed i bastioni che sovrastano la Cagliari. Da lì vedo il vento increspare il mare. E non c’è bisogno di cercare o creare metafore: il vento sulla superficie marina va oltre.
Ho sempre attraversato la città da una periferia all’altra per sentire il particolare miscuglio che gusti in autunno: di salsedine, di vecchi stagni, di venti che sibilano tra le erbacce confondendosi con treni che sferragliano lontano. Intanto mi sporcavo scarpe e jeans di fango, buttavo passi sulla spiaggia e bevevo qualcosa o cercavo di scolpire quella strana bellezza… a colpi d’inchiostro.
L’autunno cagliaritano mi piace anche quando nella città vecchia il vento fa tremare i portoni e cigolare porte e finestre. Mia moglie attribuisce tale (macabro) gusto al fatto che mi starei trasformando in un vecchio gufo. Trovo questa sua tesi suggestiva ed entro certi limiti condivisibile; per es., non mi riterrei proprio vecchio.
Tuttavia, quando il sole filtra tra i rami di qualche albero sotto cui io, gufo di mezz’età ho trovato una gentilissima panchina, ebbene, allora posso riscaldare le mie ossa e schivare con successo le prime gocce di pioggia.
Quando poi esploro gli umidi vicoli di qualche paesetto e seguo il filo di certi camini, capisco che l’autunno è uno stato d’animo, non un fatto climatico.
Beh, sempre meglio che avere dentro l’inverno...

2 commenti:

  1. A proposito di "Autunno Casteddaiu", complimenti per il tuo raccontare e sentire l' Autunno! In un altro blog amico....si fa riferimento ai colori dell' Autunno attraverso immagini molto suggestive e stimolanti! Nel tuo commento concludi, con una vena malinconica ma molto poetica, "L'Autunno è uno stato d' animo....", forse è proprio così!
    In un periodo più giovanile di oggi, la ma passione era disegnare e tentare di catturare i colori dei tramonti e devo dire che i colori che perdiligo sono tuttora quelli autunnali che vanno dai rossi-ocra ai sanguigna-terra di Siena...
    Andando a caccia di suggestioni e colori, nel nostro piccolo, anche Cagliari (e dintorni) si difende molto bene!
    Che dire dei colori che ritroviamo per esempio nella distesa fantastica delle saline e dello spettaccolo rosa che ci offrono i fenicotteri che popolano questo specchio d'acqua e che troviamo anche nello stagno di Molentargius?
    Ho avuto modo di viaggiare e ogni volta , amo e apprezzo sempre di più la mia città , il mio mare ed i suoi colori, il clima, i venti!
    Mi piace il nostro Autunno perchè arriva dolcemente come una prosecuzione dell' Estate, non è mai invadente e se ho voglia di emozioni e colori forti posso decidere di allontanarmi dalla città , dai suoi palazzi, dall' asfalto grigio, dal rumore delle automobili e degli autobus e percorrere il litorare o allontanarmi ancora di più , dove ancora esistono campi e dove si può apprezzare anche il profumo dell' Autunno, della terra umida, degli alberi che respirano , dei muschi che crescono nelle vicinanze di ruscelli nascosti dalla vegetazione, mentre al mio passare posso sentire il fruscio delle foglie secche che mi accompagna come sottofondo musicale!
    Concordo con te......sempre meglio che avere dentro l' inverno!!!

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  2. Riccardo Uccheddu24 novembre 2007 16:52

    Rif. Anonimo
    Noto con piacere che anche tu apprezzi l’autunno. In effetti, si tratta forse della stagione più ricca di sfumature e che origina stati d’animo davvero vari e contraddittori.
    Sono d’accordo con te anche quando parli della bellezza di certi colori, colori che “regnano” perfino in zone apparentemente … selvagge come lo stagno di Molentargius e perché no?, anche presso la zona che costeggia la strada che va verso l’ospedale marino (nuovo).
    Personalmente, l’autunno è la stagione che mi ispira di più come emh… emh… scrittore; ma di questo l’autunno non ha nessuna colpa! Ciao.

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