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martedì 18 settembre 2007

Cani e dollari, baby

Avrete sentito la notizia data il 30 agosto da tg e giornali: la miliardaria americana Leona Humsley ha lasciato in eredità 12 milioni di dollari… ai suoi 2 cani. Però ai 2 nipoti non ha lasciato niente se non, temo, una certa avversione per i cani in generale.
La facoltosa signora, delle cui facoltà mentali sarà pur lecito dubitare, si era già distinta per aver dichiarato: “Noi non paghiamo le tasse, quelle le pagano i poveretti.” Plurale majestatis? La dolcissima signora parlava di sé al plurale, come facevano e fanno re & regine? Oppure intendeva dire che non pagano le tasse i miliardari? In tal caso, ritiro quanto ho detto: non si può dubitare delle facoltà mentali della candida Leona, la donna dall’intelletto acuminato.
Eppure… eppure a me qualche dubbio rimane. Io ho 2 pappagalli ma con tutta la volontà di questo mondo non lascerò mai disposizioni (per quando andrò all’altro) di questo tipo: lascio tutte le mie armoniche, compresa quella arrugginita, ai miei pappagalli Giulietta e Modestino.
Nel giardino condominiale zampetta una rugosa tartaruga, retaggio d’antiche dominazioni catalano-aragonesi. Ora che ci penso, somiglia 1 po’ alla geniale L. Humsley… Però la socratica miliardaria ricorda Liz Taylor al 9° lifting; è solo + devastata. Insomma, quando incontro la tartaruga che onora il condominio della frequentazione del nostro giardino, cioè la Senora Tarta y Ruga de la Suerte, la saluto sempre con molto rispetto. Con queste antiche bellezze catalane non si sa mai…
Tuttavia, mi saluta con altrettanto rispetto (1 rispetto quasi affettuoso) anche la Senora de la Suerte. Ma io, mai e poi mai le lascerei in eredità le mie 29 cassette preferite di blues, rock e canto gregoriano: che a suo tempo pagai, in blocco, 11 euro e 29.
Aveva ragione il grande Fitzgerald quando diceva che i ricchi sono diversi?
O aveva ragione il non meno grande Eduardo De Filippo, quando sosteneva che i ricchi sono… tardivi?

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