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mercoledì 15 ottobre 2008

Guardare e camminare


Guardo fuori da una finestra
e vedo una piccola nebbia crescere…
Il tempo passa,
come mi dicono tutti
con incredibile intelligenza…
il tempo passa e ferisce
dico io,
ma quel che è peggio,
il tempo passa per ferire
ed affezionatosi al tuo dolore, rimane.
Cammino per strade e tra persone
che mi hanno visto bambino
ed altre che fingono e fingono e fingono
di non avermi visto diventare uomo,
cammino odiando ora come sempre l’ingiustizia,
la superbia, la freddezza e l’ipocrisia.
Sono però una specie di profeta
che non crede alle sue stesse profezie.
Ascolto il suono delle mie risate
ma una cosa o meglio tre, so:
non fingo,
non ho mai imparato
e continuerò a guardare ed a camminare.

14 commenti:

  1. Bella, sembra una riflessione a metà strada, a metà vità, metà progetti..Dici che il dolore si attacca e così facendo trattiene il tempo..Non ci avevo mai pensato. Però è vero, il dolore è la prova tangibile di qualcosa che è già accaduto e ci ha fatto male, mentre la gioia può essere anche desderio e attesa, dunque futuro..
    Una buona serata e una buona notte
    F.

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  2. Un soffio di verità mescolato ad un'antica nostalgia in queste tue parole.
    Non per niente il sommo poeta scriveva "...guarda e passa" e tu, guardi e cammini.

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  3. Rif. l'altra effe
    O se non altro, si crea un "cerchio" che poi è molto difficile spezzare, una sorta di circolarità perversa: da una parte il tempo che si ferma (benchè questo sia vero non scientificamente ma emozionalmente); dall'altra il dolore che rimane bloccato dal tempo.
    Quel cerchio può essere spezzato, come dici bene, dalla gioia; qualcosa quindi che non è così banale come molti vogliono pensare... forse perchè in tal modo credono d'essere à la page.
    Buona giornata a te, F.

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  4. Rif. elle
    Penso infatti che sia fondamentale (nel senso proprio di ciò che dà fondamento) saper proseguire... nel senso dantesco da te giustamente ricordato.
    La stessa nostalgia ed i ricordi spesso dolorosi, le parole taglienti dette e sentite (subite), i fatti incomprensibili ed assurdi, ebbene, tutto questo può essere superato.
    Il punto è, beninteso, mantenere un ancoraggio forte ma non superbo a quel che (poco o molto) di buono abbiamo fatto.

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  5. Quanta saggezza nelle tue parole Riccardo! e mi riferisco soprattutto a quel "saper proseguire" che hai così ben descritto.
    Mi colpisce molto perchè spesso ho la sensazione di non saperlo fare: una giornata brutta pesa sul piatto della bilancia mille volte di più di una buona, una delusione rimane molto molto più a lungo rispetto ad un evento piacevole, l'eco di un'offesa risuona per molto tempo rispetto ad un complimento ricevuto.
    Magari è solo un fatto soggettivo, però se ci pensi bene, le emozioni negative in genere sono quelle che solcano più in profondità l'anima e quelle che poi se ne vanno con maggior fatica.
    Il segreto forse è proprio quello che dici tu: ancorarsi con forza a quello che abbiamo (fatto) e continuare sempre a "guardare e camminare".

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  6. Rif. elle
    Ti sono davvero grato per la stima che manifesti nei confronti delle me elucubrazioni, cara Elle.
    A parte questo (beh, non tanto "a parte", a dire il vero perchè la stima fa piacere) sono pienamente d'accordo con te: il lato negativo della vita tende spesso a prevalere su quello positivo.
    Forse qui il discorso scivola un po' sul versante teologico, nel senso che parrebbe proprio che "Satana" sia il "principe di questo mondo" o (per dirla in modo meno drammatico) che il Male possegga un potere superiore a quello del Bene.
    Del resto, anche in arte non ci attraggono più le storie contraddittorie e sofferte che quelle positive? Potere di fascinazione del Male? Chissà...
    Però penso davvero che nella forza di reazione si possa trovare il rimedio per non cedere alla rassegnazione ed all'inerzia: quel che poi finisce per non farci più gustare gioie solo in apparenza scontate... l'amore del partner e dei figli, l'amicizia, il gusto per nuove letture, il sognare un mondo diverso e più giusto.
    Ciao!

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  7. Non voglio certo addentrarmi in un discorso teologico che finirebbe per portarci molto lontano caro Riccardo, tuttavia condivido quanto hai espresso.
    L'eterna lotta tra Bene e Male esiste da sempre e forse è individuabile anche in queste nostre (non solo tue, è un viziaccio anche mio!) elucubrazioni.
    O forse, facendo scendere il discorso di qualche gradino, è semplicemente la capacità di ciascuno di noi di saper guardare il bicchiere mezzo vuoto e malgrado ciò, interpretarlo/viverlo, come mezzo pieno.
    Le gioie apparentemente scontate sono quelle che ci regalano in verità maggiori soddisfazioni e soprattutto...sono (quasi) sempre e (quasi) tutte gratis.
    Buona serata.

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  8. rif. elle
    Condivido pienamente.
    Spesso il problema, secondo me, è saperci godere quelle gioie apparentemente piccole, ma che appunto sono tali solo in apparenza.
    In particolare, penso che sia importante sapersi sottrarre alla tentazione del "di più"... che finisce per logorare l'insieme delle nostre forze.
    Non si tratta, come forse penserebbe qualcuno, di "accontentarci" di quel che vale o è meno, ma di consolidare quel che abbiamo.
    Come possiamo costruire nuove case su terreni che non possediamo?
    Buon sabato.

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  9. I ricordi sono quella parte di noi che costituisce il miglior biglietto da visita mai stato stampato...Noi siamo quello che siamo stati. E il dolore, come la gioia, fanno parte di questo microchip che è la nostra memoria storica. I ricordi, sono il DNA delle nostre esistenze. Nel nostro cammino l'importante è non perdere sè stessi. Sembrerò cinica, ma a volte anche essere coerenti nell'errore è sintomo di serietà...
    Molto belle queste tue riflessioni, anche se dietro alcune frasi c'è molta melanconia, ma alla fine comunque riscatti la vita, nel momento preciso in cui dici: "non fingo,
    non ho mai imparato
    e continuerò a guardare ed a camminare." In questa umiltà risiede la forza e la grandezza di alcuni uomini e donne...

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  10. Rif. isabella
    Hai colto molto bene lo spirito (e direi anche la lettera) di questa poesia.
    Quel che mi guida ancora, nonostante alcune batoste, è il fatto di non cedere alla rassegnazione; se cedi, cadi. E diciamo la verità, certe cadute possono essere piuttosto... ammaccanti.
    Comunque, mentre scrivevo 'sti versacci, mi accorgevo che qualche avvoltoio che avevo sulla spalla andava via. Incredibile, come l'inchiostro aiuti...
    E soprattutto: sciò, avvoltoi, sciò!
    Ciao!

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  11. Ciao Riccardo!
    Molto belle le tue parole.
    Questo camminare, lo scorrere del tempo, le persone incontrate e le certezze maturate.
    La sintesi perfetta di un viaggio nella Vita...

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  12. Rif. guernica
    Ciao a te, guernica.
    Effettivamente, penso che il tempo sia per così dire lo scrigno, anzi il cuore pulsante dell'insieme delle nostre esperienze.
    Il problema, naturalmente,è non smarrirsi.

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  13. Riccardo, preparati ad ascoltare il suono delle tue risate: ti ho assegnato un premio, è una cosa seria (nel senso di vera) e motivata, ma imbarazza o sorprende sempre un po'.
    Passa da "incidenze", e trovi tutte le spiegazioni...

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  14. "Il tempo passa e ferisce.....", più volte ho letto queste tue parole, più volte le ho fatte mie soprattutto in questi ultimi giorni, più volte avrei voluto affiancare alle tue parole le mie....ma ho pensato di rispettare le tue ferite, allontanando i miei pensieri altrove, allontanandomi in punta di piedi!
    Oggi inizia un nuovo giorno e mi chiedo se veramente questo tempo che oggi passa accanto a me, portandomi e presentandomi il suo carico di dolore, rimane!? Vorrei tanto allontanarlo da me...
    Ma purtroppo rimane e io lo sento più che mai, sembra strano persino riuscire ancora a pensare e scrivere e respirare.... Non posso fare altro che accogliere questo fardello pesante ma inevitabile, non posso andare oltre e non guardare in faccia questo tempo che è anche la vita che scorre...nonostante tutto!
    Nessuno può sottrarsi al tempo...C' è un tempo per ogni cosa e nessuno può scegliere il tempo che più gli piace e io, malgrado tutto, mi ritrovo tra le mani e nel cuore un nuovo dolore... perchè é duro e difficile separarsi da una persona cara , accettare che la vita terrena finisce, accettare la morte... credere che la vita terrena si trasforma e passa ad un' altra migliore di questa, lontano da qui e da noi!
    Ma intanto il tempo ci ferisce perchè si porta via la vita...ferisce perchè non siamo capaci di parlare della morte senza censure e paure!Ferisce perchè siamo fragili e deboli, ferisce perchè siamo egoisti e impreparati, ferisce perchè siamo umani!
    Questo tempo però oggi mi parla, mi segue come fa un' ombra con gli oggetti che gli appartengono, a modo suo tenta di consolarmi, a modo suo mi fa intraveredere sprazzi di pace e fiducia, lievemente mi fa capire che questo è il "prezzo" da pagare per avermi regalato gratuitamente e con tanto anticipo, tanta gioia e tenerezza attraverso la persona cara che oggi non c'è più!
    Si, Riccardo il tempo passa e ferisce, ma so che il dolore anche se rimane, col tempo, lentamente si trasforma, cicatrizzando e curando le ferite mi fa amare maggiormente la vita e le persone che mi circondano, mi apre gli occhi e mi fa guardare meglio e gustare ogni cosa!
    Un abbraccio
    Miriam

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