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venerdì 4 gennaio 2008

Il mondo dei conquistadores (parte terza)

Requerimiento è termine tipicamente giuridico, significa ingiunzione, intimazione. Il procedimento di ingiunzione è una procedura volta a soddisfare le richieste di un creditore, attraverso certe forme abbreviate. L’ingiunzione viene emessa da un’autorità e possiede valore normativo. Ergo un’ingiunzione è un ordine e chi la ignora o rifiuta, incorre in una sanzione. Tale discorso è sul piano formale e del diritto, inattaccabile.
Ma il Requerimiento notificato agli indios dagli spagnoli partiva da una falsa premessa da cui, sul piano logico, scaturivano tante altre. Era infatti del tutto falso considerare gli indios debitori degli spagnoli, poiché i primi erano legittimi proprietari delle loro terre; non dovevano niente a nessuno. Perciò gli spagnoli non potevano avanzare alcun diritto su quelle terre e relative ricchezze, né richiedere prestazioni di tipo lavorativo; tantomeno, potevano fondare tali “diritti” sulla coercizione. La pretesa era, sul piano giuridico come su quello morale, nulla.
Qui abbiamo un caso evidente di arroganza: dal punto di vista etimologico e pratico, arrogare significa attribuirsi qualcosa senza averne il diritto. L’arrogante non è quindi soltanto una persona superba o boriosa, ma come ci dimostrano la storia e l’attualità, qualcuno che vuol impossessarsi (con la forza o con l’inganno) di beni materiali altrui, ma anche appropriarsi di un diritto, un titolo, un merito. E’ arrogante chi si ritiene investito di missioni superiori, di cui pensa di non dover rendere conto a nessuno. E’ il caso di militari, politici, uomini dei servizi segreti ecc., che nei loro stessi Paesi si sono macchiati di stragi, ma che hanno rifiutato di contribuire all’accertamento delle loro responsabilità.
Ma chi è responsabile deve render ragione delle proprie azioni: responsabile, dal latino responsus, participio passato di respondere, rispondere. Spesso l’arrogante è anche reticente: come Caino si sente in diritto di uccidere Abele ma poi dà a Dio una non risposta: “Sono forse io il guardiano di mio fratello?” (Gen., 4,9). Certo, la reticenza può nascere anche da paura o da senso di colpa... ma anche dal non ritenersi legati alla vera dimensione dialogica, perché in essa si dovrebbe riconoscere all’altro pari dignità; dignità che invece si nega. Una volta che ci si ritenga all’altro superiori e sul piano morale e giuridico legibus soluti, sciolti dalle leggi, ciò rende quindi possibile ogni atrocità.
Il Requerimiento, ben definito dal Greenblatt “strano miscuglio di rituale, cinismo, finzione legale, e perverso idealismo”, doveva giustificare un brutale dominio. Iniziava con una storia dell’umanità che trovava il suo zenith nella nascita di Cristo. Proclamava quindi la trasmissione-successione del potere di Cristo a S. Pietro e da lui a tutti i papi fino a quello all’epoca regnante: Alessandro VI Borgia. Il papa, come possessore ed erede delle “chiavi” del regno dei cieli cioè del diritto conferito da Cristo a Pietro di legare e di sciogliere anche in terra (Mt., 16,19) era illegittimamente ritenuto superiore anche all’autorità civile: ecco spiegata la pretesa d’assegnare agli spagnoli terre non loro; certo, per evangelizzarle

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