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mercoledì 23 gennaio 2008

Una città quasi particolare

Stamattina il sole, quel simpaticone che avrei inventato io se non ci avesse già pensato Dio (come “rimo” io…) cerca di farsi largo tra le nuvole.
Di mattina presto, o come diciamo da ‘ste parti early in the morning, Cagliari può sembrare una città medievale.
Le cloudsnuvole gravano sul colle di S. Michele, certi viali sono spazzati (o almeno spazzolati) dal vento, un’insistente nebbiolina filtra tra i rami degli alberi.
Una folla di neri, zingari, persone senza occupazione né fissa dimora, mendicanti, ladruncoli, frati, prostitute, suonatori e venditori ambulanti appare sulle strade principali e si perde nell’intrico di vicoli della città vecchia. Forse io sono uno di loro.
Una pioggerella fitta e sottile si riversa silenziosa sulle campagne alle porte della città… e si avvicina.
Viale Trieste, che adesso scoppia di negozi, uffici, martkets, bar, ristoranti ecc, all’inizio del ‘900 era una strada di campagna. A pochi metri da 1 market resiste ancora la chiesetta dedicata a S. Pietro: patrono, credo, dei pescatori.
Pochi metri più in là ecco piazza del Carmine, che sempre ad inizio ‘900 (o anche oltre) era uno sterrato o uno spiazzo adibito alla vendita del bestiame. Un personaggio di 1 racconto che devo ancora scrivere mi assicura, strillando, che là di notte galoppano i fantasmi di certi cavalli. Torna in fondo alla penna, marsh! Vediamo di non passare coi frequentatori del blog (magari qualc1 non casteddaiu, cagliaritano) per i soliti, sguaiati buzzurri.
In viale Trieste, comunque, ecco un negozio di interni dal bellissimo nome: Spazio e tempo. Devo entrarci, prima o poi: che vendano macchine del tempo? Un megapplauso, in ogni caso, a chi ha dato al negozio quel nome.
Sì, perché a Cagliari 1 bar che sorga vicino ad un colle te lo chiamano Bar Il vecchio colle, o al massimo Caffè la collinetta. Un negozio di articoli musicali, diventa La chitarra. Vendi materiale idraulico? Il tuo locale si chiamerà Il lavandino.
Perciò cari miei, lo Spazio e tempo, poiché in esso si vendono interni e sta in viale Trieste, magari rischiava di chiamarsi La cassapanca triestina.
Se poi penso che per molto tempo in qual viale lavoravano le prostitute, per carità di patria (o di città) non vi dirò come rischierebbe di chiamarsi un negozio di biancheria intima…

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