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martedì 28 settembre 2010

I morti sul lavoro di sabato 11 settembre


Sabato sono morti sul lavoro 4 operai. Le statistiche registrano appunto sul lavoro una media di 3 morti al giorno.1 Nel 2009 sono decedute 1050 persone; per l’Inail questo tragico bilancio è leggermente migliorato rispetto al 2008.2
Ma tale miglioramento dipende parecchio dalla diminuzione dovuta alla crisi economica.3
Sabato a Pescia, in provincia di Pistoia “un romeno di 36 anni, Marius Birt, è rimasto schiacciato da una pressa nell’azienda nella quale lavorava da sette mesi con un regolare contratto”4
A Capua, in provincia di Caserta sono morti tre operai. Erano: Antonio Di Matteo, 63 anni, originario di Macerata Campania e Vincenzo Musso, 43 anni, di Casoria, in provincia di Napoli. I primi 2 sono stati subito “colti da malore.”
“E’ probabile che Giuseppe Cecere, 52 anni, di Capua, che era uno dei decani della squadra addetti alle opere edili e noto per la sua abilità, abbia tentato di aiutarli.”5
Notevoli le analogie tra la tragedia di Capua e quella di Sarroch (Ca) del 26/05/2009; anche là morirono soffocati dalle esalazioni di gas 3 operai addetti alla manutenzione di un silos.
Anche a Sarroch gli operai lavoravano per un’impresa importante: nella cittadina sarda per la Saras, a Capua per la Dsm, “società olandese che produce sostanze per prodotti farmaceutici.”6
A Sarroch come a Capua, gli operai lavoravano per una ditta esterna.
Ma il problema trascende questo o quell’ambito geografico.
Giustamente il ministro Sacconi dichiara: “Colpisce il fatto che ancora una volta siano vittime di infortuni mortali coloro che operano in appalto specificamente nei servizi di manutenzione.”7
Infatti colpisce che persone che per vivere devono lavorare, sul lavoro muoiano; ma non sembra che il problema siano gli appalti quanto il modo in cui essi sono regolati.
Infatti: “Alla parola “appalto”, il presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inail, dott. Lotito, “reagisce con durezza.”
“Il problema vero­_ dice _ si chiama clausola del massimo ribasso, purtroppo è un problema noto: per avere gli appalti le ditte si offrono a prezzi stracciati ma così facendo poi sono costrette a tagliare i costi. E quali? Quelli per la sicurezza, prima di tutto.”8
Perchè scopriamo che la cisterna in cui si sono calati gli operai di Capua “risultava già bonificata, e i ponteggi che Cecere” ed anche “i suoi colleghi dovevano rimuovere era servito proprio per consentire ad altri tecnici di operare all’interno del serbatoio.”9
Ma la cisterna sembrava bonificata; infatti: “Secondo una ricostruzione della Procura, c’era stato un tentativo “maldestro” di bonifica: era stato fatto uscire solo l’elio, non l’azoto presente all’80%.”10
Ora, dobbiamo sapere che: “Le morti durante le operazioni di pulizia e manutenzione delle cisterne sono diventate una delle cause maggiori di decesso”; “Dal 2006 si contano almeno altri sette episodi di particolare gravità che portano il numero dei lavoratori avvelenati a 26.”11
Ci sarebbe ancora parecchio da dire su questa tremenda piaga sociale-lavorativa che con un ardito neologismo è stata definita “cisternite.”12
Segnalo del resto il giudizio del sostituto procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Donato Ceglie, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo; per lui: “Da quanto sta emergendo mi sembra che non ci fosse sufficiente sicurezza e protezione”; infatti, il 20 i carabinieri di Santa Maria Capua Vetere hanno  arrestato vari ispettori Asl per falsi certificati relativi proprio alla sicurezza sul lavoro.13
Bisogna ricordare, come dice il dott. Lotito che: “In molti casi, poi, questi sono lavoratori a cottimo”, o per essere più espliciti che: “L’abbattimento dei costi spinge a ricorrere a lavoro dequalificato con turni che si prolungano molto oltre l’orario normale, senza formazione, protezione, dotazione tecnica e sicurezza”14
Bisogna condannare gravi inadempienze da parte dell’imprenditore poiché “in generale” il dott. Lotito afferma che della reale sicurezza del lavoratore, il primo “se ne frega.”15
Infatti, circa quella sicurezza una sentenza della Cassazione ammonisce che “non è sufficiente che i datori impartiscano le direttive da seguire a tale scopo, ma è necessario che controllino con prudente e continua diligenza la puntuale osservanza.”
Ciò deve avvenire “sino alla pedanteria” affinché “tali norme siano assimilate dai lavoratori nell’ordinaria prassi di lavoro.”
Sono quindi molte le questioni che riguardano gravissime inadempienze e non meno gravi sottovalutazioni del problema delle morti bianche in sede politica, legislativa, imprenditoriale ecc. ….
Certo, le leggi e le regole relative alla sicurezza dei lavoratori non sono un “lusso che non possiamo permetterci”, come dichiarato dal ministro Tremonti alla festa della Lega; infatti, do atto al ministro d’aver corretto questa affermazione.
Concordo quindi in toto col presidente Napolitano che “raccoglie la diffusa indignazione per il ripetersi di incidenti mortali causati da gravi negligenze nel garantire la sicurezza dei lavoratori.”16
E’ infatti importante sottolineare come le cd morti bianche non siano casuali o isolate ma facciano parte di dinamiche che si auto-perpetuano seguendo costanti spesso simili.
Penso quindi che si debba rivedere parecchio, affidarsi di più alla tecnologia (qui concordano sia Lotito che il sen. pdl Tofani) e per Lotito, sul lato giuridico: “Fissare una responsabilità comune, in caso di incidenti, per l’azienda che dà l’appalto e per quella che lo riceve (attualmente, invece, è solo quest’ultima a rispondere degl’infortuni dei suoi operai, ndr)."17
Infine, se la nostra vuol essere realmente una repubblica democratica, non deve mai derogare dall’art. 41 della Costituzione che dice: “L’iniziativa economica è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.”18

              

Note


1)      Liberazione, 12/09/2010.
2)      Ma su questo dissente G. A. Stella, archiviostorico.corriere.it L’art. si intitola Morti sul lavoro e statistiche. I numeri che ingannano.
3)      Liberazione, n° cit. ; su questo concorda abbastanza anche l’Inail.
4)      Ansa, 12/09/2010.
5)      Ansa, 12/09/2010.
6)      Corriere della sera, 12/09/2010.
7)      Corriere della sera, n° cit. Il corsivo è mio.
8)      Corriere della sera, n° cit.
9)      Corriere della sera, n° cit.
10)  Ansa, 13/09/2010.
11)  Liberazione, n° cit.
12)  Cfr. F. Sebastiani su www.controlacrisi.org ; l’art. è dell’11/09/2010 cfr. Prezzo della crisi del 11-09-2010: “Quelle orrende morti in fondo alla cisterna” e sua intervista a G. Norcia, medico del lavoro Inca-Cgil su www.commercialpointjob.it  Art. e intervista risalgono al 15/09/2010, tit.: “Il capolavoro di Sacconi e la riforma della legge sulla sicurezza ha tagliato le sanzioni.” 
13)  Per il giudizio del dott. Ceglie cfr. Liberazione, n° cit. e per gli arresti www.carabinieri.it.
14)  Corriere della sera e Liberazione, nn° citt.
15)  Corriere della sera, n° cit.
16)  Corriere della sera,n° cit.
17)  Corriere della sera, n° cit.
18)   Il corsivo è mio.


   



 
 

giovedì 2 settembre 2010

3 anni di blog



 Sì, 3 anni di blog e… continuo!
“Ebbene sì!”, come direbbe Stanislao Moulinski in uno dei suoi più riusciti travestimenti; tanto per citare dal cartone di Nick Carter.
E questa è per chi, come me, si trova alcuni anni oltre i 40; molti anni…
Ora, nel maggio del 2007 ho iniziato ad infestare il web e devo dire che finora mi sono trovato benissimo.
Certo, avrei dovuto celebrare l’anniversario del blog tre mesi fa; vabbe’, lo faccio ora. L’importante è farle, le cose; come disse il falsario.
In questi 3 anni bloggistici ho incontrato molte persone interessanti, con cui ho avuto scambi di opinioni stimolanti e positivi.
C’è stata anche qualche polemica; come fuori dal web, d’altronde. Tutto ok.
Qualche bloggers e/o commentatore della 1/a ora è scomparso/a (non so bene perché ma mi spiace) e ne sono arrivati di nuovi; a volte i “vecchi” ritornano e così via.
Benissimo: questo blog è come una locanda in cui ogni viaggiatore può fermarsi a scambiare 4 chiacchiere prima di riprendere il suo viaggio.
E naturalmente, chi vuole può fermarsi… quanto vuole.
Altrimenti questa sarebbe una segreta medievale, non un blog.
Ho scelto di dare alla bloglocanda un’impronta prevalentemente artistica, benché poi parli anche di altre cose.
Non parlo molto di me, se non in forma velata e (spero) leggera: scontrandomi con l’Interlocutore Immaginario, per esempio.
Su di me sorvolo ma forse, uno che scrive parla sempre di sé; solo, lo fa in modo nascosto… per insicurezza o per una forma di pudore (magari esagerata) un po’ perché non si considera granché interessante.
Con qualche quintale di sofferenza, qui ho scelto parlare poco di blues, Lennon, Springsteen, Dylan, gli Who, Socrate, Abelardo ed Eloisa, S. Agostino, Gramsci, Dostoevskij, il romanzo di Jean D’Ormesson Dio: vita e opere, il grande Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam (ma forse basto io, trattandosi di follia) ecc. nonchè eccetera.
Ho inoltre deciso di non postare clip musicali (cosa però questa che faccio, talvolta, sulla mia pagina fb) altrimenti non posterei nient’altro.
Non pubblico regolarmente ed a volte inizio cose che non ho il tempo di concludere, oppure trascuro troppo certi “argomenti.”.
Per es., nell’argomento “filosofando” ho parlato dell’impatto devastante che ebbe sugli indios la colonizzazione spagnola… ed il tema necessita di nuovi sviluppi e di una conclusione.
Ancora, in “luoghi e culture” ho pubblicato un solo post.
Sul teatro non scrivo da tantissimo tempo.
Sui mondiali (venendo ora allo sport) nonostante il mio amore per il calcio e lo sport, non ho scritto una riga; neanche una riga e mezza, accidenti!
Ecc. ecc.
Ma del resto, temi complessi ed almeno per me appassionanti richiedono del tempo; né sottovaluterei il fatto che… non mi corre dietro nessuno.
E per una volta, sono d’accordo con me stesso.
Benché abbia pubblicato 3 libri, di loro non parlo molto; in effetti, mi piace parlare anche di quelli degli altri.
Inoltre, nei blogs altrui noto con grande piacere quanti/e sappiano scrivere. Per me, molti/e di loro dovrebbero almeno cercare di pubblicare un libro.
Be’, grazie per l’interesse ed in alcuni casi anche per l’affetto che traspare dalle parole di certi, certe di voi.
A presto!