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sabato 1 maggio 2010

Carne da lavoro


Grazie a denunce e testimonianze fornite dai lavoratori extracomunitari che lavoravano a Rosarno, le forze dell’ordine hanno potuto arrestare 21 italiani proprietari di aziende agricole e 9 caporali stranieri.
La loro collaborazione, definita dal capo della squadra mobile Renato Cortese “fondamentale” ha permesso d’accertare un inumano sfruttamento del loro lavoro. Gli extracomunitari erano infatti sfruttati “come bestie”, raccontano gli investigatori (l’Unità, 27/04/2010, p.4).
Le indagini hanno svelato “condizioni di assoluta subordinazione… opprimenti e inique condizioni lavorative” (l’Unità, p.7).
Una giornata di lavoro anche di 12 ore era pagata “in media” 22 euro, ma alcuni di questi moderni schiavi dichiarano d’aver lavorato “anche per meno” (Il manifesto, 27/04/2010, p.8); 2.50 andavano al caporale. L’alloggio… case o fabbriche fatiscenti, infestate da topi, scarafaggi, prive d’acqua e riscaldamento.
Il misero “salario” era pagato in ritardo; frequenti “botte e anche minacce di morte” (Il fatto, 27/04/2010, p.9).
Gli accusati dovranno rispondere di “associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della manodopera clandestina e alla truffa” (l’Unità, p.4). E forse, le ipotesi di reato o le accuse potrebbero aumentare: violenza, ricatto, minacce ecc.
Benché per ora non si scorgano collegamenti con la ‘ndrangheta, “risulta difficile” pensare che tale sistema possa esser partito “senza il via libera dei clan”(L’Unità, p.4).
In ogni caso, sono state sequestrate 20 aziende e 200 terreni “per un valore di 10 milioni di euro” (l’Unità, p.5).
Si è trattato di un sistema di tipo pressoché schiavistico che si perpetuava grazie ad un intreccio di sfruttamento economico, condizioni igienico-abitative bestiali, tutele lavorative medievali, violenza fisica e psicologica che però era anche pratica perché: “Il ritardo nei pagamenti- si legge nelle carte dell’inchiesta- obbliga gli operai a continuare a lavorare, sottoponendosi ai voleri del caporale che in questo modo li può gestire a suo piacimento” (Il fatto, 27/04/2010, p.9).
La strada dei lavoratori extracomunitari è ancora in salita, non solo a Rosarno: ma dalla loro denuncia arriva un segnale positivo anche per gli italiani, benché non lavorino in quelle condizioni.
Come osserva lo studioso Antonello Mangano, il tema dello sfruttamento del lavoro riguarda anche gli italiani, che spesso sopportano quello ed anche la violenza, i ricatti ecc. senza reazioni degne di nota (L’Unità, p.6).
Comunque, buon 1 maggio a tutti i lavoratori ed a tutte le lavoratrici del mondo, di qualunque colore, etnia, Paese, religione e cultura siano!

35 commenti:

  1. Lo sfruttamento più bestiale è una realtà ben presente nella nostra penisola, anche se sembra qualcosa di ottocentesco. A favorirlo non solo il lavoro nero, a causa della struttura piccolo-imprenditoriale di gran parte del nostro capitalismo, ma anche la presenze di forti organizzazioni criminali e la debolezza della classe lavoratrice che mai come in questo momento appare disunita e in balia dei suoi sfruttatori. Il razzismo e la xenofobia contribuiscono poi ad aggravare questo problema, mettendo i poveri contro i poverissimi. Bisogna ritrovare un'unità attorno a obbiettivi comuni, immediati, come l'innalzamento dei salari, l'abbassamento degli orari di lavoro, l'aumento della sicurezza e dei controlli, l'abolizione della precarietà, e a lungo termine, per la costruzione di una società diversa non più fondata sul profitto e sulla logica mortificante del mercato. Entrambe queste tipologie di obiettivi sono state dimenticate, tanto dalle organizzazioni sindacali che dai partiti della sinistra. Si è pensato che bastasse difendere ciò che si era conquistato, poi si è pensato di fare qualche piccola rinuncia e adesso si sta finendo per perdere tutto. Giocare in difesa non paga. Bisogna andare all'attacco.

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  2. E' bene che qualcosa cominci a muoversi! Basta con questi imprenditori che si arricchiscono sfruttando e calpestando questa povera gente! La situazione presente a Rosarno è la stessa di tutto il nostro paese e soprattutto è la vera faccia del sud. Tu pensa che mia figlia ha 23 anni e lavora presso un centro commerciale da 4 anni, per tutto il giorno e anche la domenica per una miseria di 500 euro al mese con un contratto a progetto. La sua amica è assunta a tempo indeterminato e firma una busta paga di 1.200 euro... ma i soldi le vengono consegnati in contanti pari a euro 600...la restante somma è un sogno! Che vergogna! Che squallore! Quale futuro c'è per i giovani? In Italia servono controlli severi e a tappeto in tutte le aziende...ma sappiamo come funziona. Speriamo che Rosarno sia di esempio a molti e segni una nuova strada verso la speranza.
    Buon 1 maggio a tutti comunque sia!
    Un caro saluto a te!

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  3. rif. Matteo
    Pienamente d'accordo, Matteo.
    Il problema è proprio l'aver perso di vista l'esistenza di obiettivi comuni per i quali lottare e sui quali impostare delle battaglie oltre che pratiche, anche culturali.
    Se prevale l'idea che le cose non possono che andare così e che essere queste, beh, a quel punto è finita.
    Se poi chi dovrebbe tutelare i diritti dei lavoratori e più in generale di chi gode di pochissimi diritti preferisce balbettare, allora non promuove per niente un altro modello di società.
    Si va "all'attacco", quindi, battendosi per diritti che devono essere rispettati e CONTINUARE ad esserlo.
    Perchè come insegnava Gramsci, la storia non ha di norma un andamento lineare; sono perciò sempre possibili arretramenti, sconfitte ecc. L'importante è non subire il corso della storia, come se essa dipendesse da qualche destino ma cercare di dirigerlo.
    La storia, infatti, dipende dagli uomini e dalle donne che in essa vivono.
    Purtroppo, a sinistra ha contribuito all'attuale Far West lavorativo anche la sottovalutazione del lavoro teorico, voglio dire della progettazione dialettica, etica ed anche filosofica di un altro mondo.

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  4. rif. Antonella
    Purtroppo, Antonella, la situazione che dipingi non si limita ai giovani o ai giovanissimi.
    E' anche quella di chi ha 29, 33, 43 anni ecc.!
    Il precariato e contratti di lavoro che per usare un eufemismo definisco "fantasiosi", sembra non aver rivali.
    Il controllo del territorio da parte di clan mafiosi o paramafiosi è una realtà, una tragica realtà di cui c'è chi non vorrebbe neanche parlare!
    Di recente ho letto un testo della Ilo (International Labour Organization, organizzazione internazionale del lavoro) che traccia un quadro drammatico... e che riguarda tutto il mondo!
    In ogni caso hai ragione: Rosarno può segnare una nuova strada. Sembrerà un sogno, ma lo sembravano anche quelli di chi, all'inizio del '900, iniziò a chiedere diritti, lavoro dignitoso e rispetto.
    Un caro saluto anche da me!

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  5. Grazie!
    Mi viene da dirtelo!Perchè troppo poco si ricorda quanto è dura essere stranieri e lavoratori in italia oggi!Questa gente ha bisogno d'essere ricordata non solo per strumentalizzazioni di tipo politico, ma in quanto persone che hanno necessità della nostra solidarietà!
    Ciao Riccardo!

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  6. rif. dautretemp
    Sono senz'altro d'accordo con te!
    Gli immigrati meritano solidarietà a prescindere da strumentalizzazioni di tipo politico o da vantaggi che il difenderli potrebbe procurare a chi li difende.
    Se però il difenderli, disinteressato, dovesse procurare loro dei vantaggi (integrazione, cittadinanza, diritti ecc.) non sarebbe male, no?
    Giudico ben più grave l'attacco portato agli immigrati da chi su di esso ha costruito fortune economiche o politiche; il che, appunto agli immigrati non ha procurato alcun vantaggio ed ha invece creato o può creare una guerra (come dice bene Matteo) tra "poveri e poverissimi."
    Ciao D'Autre!

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  7. Hai centrato il punto!
    Le strumentalizzazioni sono appunto in senso negativo! Ci sono periodi in cui si sponsorizza il pericolo rom, prima era la minaccia albanese... tutte le volte per distrarre, deviare l'attenzione, confondere e fare in modo che la gente si scanni per difendere quel poco che ha, credendo che il nemico è colui che viene da fuori!
    No, siamo sulla stessa barca noi e loro, una barca che fa acqua!
    Se ci sono governi disposti a criminalizzare popolazioni intere (inclusi bambini e donne) significa che ci sono governi senza scrupoli, ed è di loro che bisognerebbe diffidare!
    Ciao!

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  8. Bel post Riccardo, come sempre del resto, e bei commenti. Per non ripetermi ( tanto sai come la penso) vorrei mettere solo in evidenza questo aspetto: perchè un giusto gesto normale di rivolta- rivalsa da parte dei lavoratori extracomunitari di Rosarno è diventato un gesto eroico?
    Su questo, noi italiani, dovremmo riflettere. E riflettere che viviamo in una società razzista e sfruttatrice dove il semplice reclamo del pane può far perdere la vita.

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  9. rif. dautretemp
    Sono felice di vedere che siamo d'accordo (anche se lo "sospettavo")!
    Siamo veramente sulla stessa barca e sarebbe ora che tanti prendessero coscienza di questo fatto.
    Se poi pensiamo che come italiani siamo stati per parecchio tempo un popolo di emigranti...
    Ciao!
    P.S.: non passo da molto ma... rimedierò. Noto però con piacere che hai abbandonato il proposito d'abbandonare.

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  10. rif. logos nella nebbia
    Ti ringrazio, Lorenzo.
    Potrei rispondere con le parole di Brecht: "Beato quel popolo che non ha bisogno d'eroi."
    Che altro dire?
    Temo che siamo assuefatti perfino al razzismo e che la stessa legalità sia considerata un intralcio.
    Eppure la società (societas da socius, che in in latino significava anche "alleato", unito", "partecipe") dovrebbe essere fondata su tutt'altro...
    Ciao!

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  11. Buongiorno Riccardo,
    ho letto il tuo articolo in questo lunedì per me nero. Sembra che il mondo si sia svegliato davvero storto oggi nei miei confronti.
    La lettura mi ha "rinfrancato", nel senso che i seri problemi degli altri fanno sembrare piccoli i miei.
    Riflettevo però già prima di leggerti: com'è che in questa società siamo arrivati a dare così tanta importanza ai soldi e tanto poca al rispetto degli altri?
    Fra gli altri oggi mi ci metto anche io ... oh Cielo quanti nuvoloni neri vedo oggi. Passerà.

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  12. Oh... caro Riccardo, io sono lì per chiunque voglia... Io ti leggo e ti commento indipendentemente, lo faccio perché mi sei simpatico e mi piace ciò che scrivi, non aspetto nulla in cambio!
    Anzi, scusa se l'altra volta ho linkato un mio post, non era per pubblicità ma per pura condivisione!
    Ciao!

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  13. ri. solindue
    Sol', sono felice di leggere che il mio post(icino) sia servito a qualcosa!
    Il tuo quesito meriterebbe ben altri "oracoli" che il miserrimo costituito dal sottoscritto... diciamo che l'egoismo e la voglia di far soldi a tutti i costi hanno il loro dannatissimo peso...
    Passeranno i nuvoloni, vedrai. Coraggio!
    A presto.

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  14. rif. dautretemp
    Idem, Dautretemp!
    Le cose che scriviamo nel web sono come dei messaggi in un'ideale bottiglia, che può leggere chi vuole... e se vuole.
    Non scusarti per aver linkato il tuo post; io ho commentato quello sulla strage nazista, ma ho apprezzato anche quello.
    Di solito, commento anche a distanza di tempo.
    Ciao!

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  15. Non sono passata in tempo per augurarti un buon primo maggio...

    Ma ho appena letto il tuo significativo post, lo sfruttamento degli immigrati nel lavoro non può essere messo da parte, soprattutto dopo episodi indecorosi come quello di Rosarno.

    Un saluto, a presto!

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  16. Importante e positiva la notizia che dai su Rosarno. Per il resto concordo anch'io che oggi é in atto un grave sfruttamento dei lavoratori anche attraverso il ricatto del precariato. E purtroppo va sempre peggio visto come stanno cercando di smantellare anche lo Statuto dei Lavoratori....

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  17. rif. Silvia
    Nessun problema, Silvia: passa pure quando puoi!
    In ogni caso mi fa piacere leggere che tu abbia trovato il mio post significativo.
    Rosarno è purtroppo il simbolo di un pazzesco mix di sfruttamento, probabili coperture da parte della criminalità organizzata e non penso che si possa escludere a priori anche un che di razzistico.
    Un saluto e a presto!

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  18. Antonio Murabito4 maggio 2010 14:24

    Non mi sembra di poco conto che si sia finalmente invertita la riprorevole tendenza di mettere sotto accusa gli sfruttati anziché gli sfruttatori. Spero che non si tratti di un caso isolato, ma si continui a contrastare il comportamento di coloro che causano guai anziché mettere sotto accusa coloro che i problemi cercano, incontrando ostacoli a volte insormontabili, di risolverli.
    La presa di coscienza di appartenere ad un'unica classe di sfruttati da un capitalismo famelico e incontentabile che pretende di spostare esseri umani come pedine, mettendoli spesso in aperto conflitto tra di loro, è l'unica strada percorribile, specialmente nei periodi di grave crisi economica e sociale.
    Non lasciamoci discriminare in lavoratori con diritti, anche se precari, e schiavi; se assecondiamo questo turpe disegno delle classi dominanti, a diventare schiavi saranno tutti, instabili e illusoriamente stabili.

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  19. Dobbiamo svegliarci prima che sia troppo tardi, prima di trovare normale la scritta "Arbait macht frei" su di un cancello. A quello mi ha fatto pensare la lettura del tuo post. Oggi, caduti i tanti muri, c'è un capitalismo molto vicino a quello sognato da Hitler.

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  20. Grazie Riccardo per il commento lasciato nel mio blog "Amici di Chicca News"! Vivo un momento un pò particolare e quando litigo con me stessa lo faccio anche con le cose che mi appartengono... Il mio blog "Strade di latta" l'ho cancellato forse per cancellare me stessa e tanti pensieri che non servono a nulla!!! Grazie per le tue parole lasciate sulle mie strade di latta... ti ammiro molto! A presto!

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  21. rif. Antonella
    Prego, Antonella, figurati! Ho commentato un fatto che mi ha davvero indignato...
    Senti, conosco la sensazione che ti ha portato a cancellare "Strade di latta", ma mi dispiace molto che tu l'abbia fatto.
    Potresti RIPENSARCI?
    Mi piaceva molto leggere i tuoi pensieri e le tue poesie: tutte cose che servono a MOLTO anche agli altri e che hanno un valore intrinseco; penso per es. alla musicalità dei tuoi versi.
    L'ammirazione è, comunque, reciproca.
    Perchè non ricrei se non lo stesso "spazio", almeno uno simile?
    Potrebbe essere un modo per scacciare i maledetti corvi che ogni tanto, si posano sulla spalla di ognuno di noi.
    Pensaci, Antonella...
    A presto!

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  22. Perchè i corvi si posano sulla spalla? In questo periodo considero nullità ogni cosa che faccio e sono in lotta con me stessa... Marco, il mio compagno, ha salvato il mio blog ed ora è nuovamente lì al suo posto con i versi che tu consideri musicali....ringrazio Marco che mi sopporta tanto! Mi incoraggiano le tue parole e mi aiutano tanto per davvero. E' un periodo che vivo tra vecchie e nuove macerie sperando che il corvo vada via...
    Grazie di cuore.

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  23. rif. Antonella
    I corvi si posano sulla spalla per tormentarci; si posano su chi sanno di poter tormentare. Su loro simili, non si posano...
    Ho visto che il blog c'è ancora e sono MOLTO contento. Complimenti anche a Marco!
    Ognuno di noi pensa di valere poco e d'essere un peso per le persone che ama; parlo naturalmente di chi non è "imparentato" coi corvi.
    Ma sono stati d'animo che bisogna scacciare a tutti i costi. La vita è già abbastanza dura!
    Come si dice dalle tue parti? 'A da passà a nuttata...
    Un saluto di cuore!

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  24. Anche i lavoratori italiani dovrebbero far valere di più i loro diritti. Non bisogna soggiacere al volere dei padroni. Tutti i diritti e le prerogative su cui si cede sono irrimediabilmente perduti. Occorre sempre ricordare i sacrifici dei padri ed essere consapevoli che risalire la china è veramente molto difficile. Un caro saluto, Fabio

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  25. Buongiorno, sono passato da te per lasciarti un saluto e vedo che hai un blog molto interessante,
    proverò quando avrò il tempo e se lamia salute me lo permettere di passare per leggere i post passati, questo lo farò quando ritornerò dall'Italia fra un mese cerca, in questo momento sono sempre in Svizzera partirò penso domenica per sistemare delle coso di famiglia.
    Mi ha fatto piacere la tua visita sul mio blog.
    Un cara saluto Tomaso

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  26. rif. Fabio
    Ben detto, Fabio!
    Purtroppo, mi sembra che si siano persi proprio il ricordo, il legame e direi anche l'affetto per certi sacrifici e per una determinata storia.
    Ma senza tutto questo si rischia davvero (ed è quel che sta accadendo) di sprofondare sempre più a valle...
    Un caro saluto anche a te.

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  27. rif. Tommaso
    Benvenuto, Tommaso!
    Ti ringrazio per essere passato da me e per l'attenzione che se vorrai, dedicherai alle cose che ho scritto.
    Non avere nessuna fretta, fà con comodo.
    Ripasserò presto sul tuo blog: infatti, benchè io mi interessi soprattutto di musica rock, mi incuriosisce trovare dei filmati sulla tradizione musicale italiana.
    Un caro saluto anche a te!

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  28. Probabilmente la civiltà di un paese si può misurare proprio da come vengono trattati i suoi lavoratori. Purtroppo, le tue denunc, le tue osservazioni, sempre puntuali e documentate alla perfezione, non depongono a favore della situazione italiana :-(
    Intanto buona domenica e buona Festa della mamma, Ric!
    Un saluto a tutti
    Rosamaria

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  29. rif. Anonimo
    E' esattamente come dici tu, Rosamaria.
    Eppure, come leggiamo nella Bibbia: "Anche voi foste stranieri in terra d'Egitto"...
    Incredibile come ci siamo dimenticati della lunga e dolorosa tradizione d'emigrazione del nostro popolo!
    Buona domenica e buona festa della mamma anche a te!

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  30. Ciao Riccardo,ho pena per gli extacomunitari sfruttati,ma è come diceva il primo commentatore:siamo alla guerra fra poveri e poverissimi. Io facevo lavori di fatica,sono fuori mercato per motivi che non sto a spiegare,ma ormai si preferisce prendere ragazze dell'est che fanno le STESSE ore(due giornate in una) e prendono la metà. Sai quante italiane lavorano come bestie, e poi vengano cacciate senza il dovuto e senza tanti complimenti? dirai,c'è il sindacato. Si sa che in certe zone il lavoro è quello e se si spande la voce, non ci lavori più. Se una persona deve vivere SOLO del suo lavoro,senza l'auito di papà e mammà,sta zitta e ingoia e ingoia...brutte cose,non mangiare è più brutto,purtroppo. Peveri Italiani. Luisa,lavoratrice rassegnata. p.s. prima ti compariva solo "L",ma sono sempre io. ciao,buonanotte.

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  31. rif. Luisa
    Cara Luisa, purtroppo qui non è nemmeno questione di lavori di fatica... siamo nella stessa barca, lo è anche chi dovrebbe svolgere lavori o professioni intellettuali!
    Naturalmente lo sfruttamento e l'intimidazione sono fattori che costringono ad accettare qualsiasi cosa. E non sempre chi dovrebbe tutelare i lavoratori lo fa con le dovute costanza ed energia.
    Così si finisce spesso per accettare l'ingiustizia ma lo si fa, come dici molto bene tu, per il pane.
    Bisognerebbe lottare tutti insieme, ma certo questo è molto difficile quando ci si sente soli o ci si trova isolati... questo lo capisco perfettamente perchè non di rado mi sento così anch'io.
    Vedo che gli operai (per es. quelli della Innse a Milano e forse anche quelli di Portovesme, nella mia Sardegna) sono riusciti a spuntarla. Per me, dovremmo imparare tutti da loro.
    Ciao!
    P.s.: è complicato entrare nel tuo blog...

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  32. Ciao Riccardo,non ho un blog :) saltello fra i vari blog interessanti che trovo nella rete:)il mio piccolo mondo non lo è altrettanto e mi astengo:)ciaooo. Luisa

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  33. rif. Antonio Murabito
    Scusa Antonio se ti rispondo con tanto ritardo ma il pc mi sta creando dei problemi, perciò tanti commenti e mails non mi arrivano o arrivano chissà quando!
    Comunque condivido senz'altro quanto hai scritto.
    Penso infatti che spesso, davvero troppo spesso chi si trova a battersi per cercare un lavoro e/o per mantenerlo(l'eventualità di perderlo è concretissima) abbia sì coscienza della propria sofferenza ed anche del proprio sfruttamento.
    Ma quel che manca è la coscienza della fondamentale ed iniqua INGIUSTIZIA di questa sistuazione.
    Non di rado lo sfruttato assorbe, interiorizza la mentalità dello sfruttatore o per essere più chiari, finisce per pensare che gli interessi del suo datore di lavoro (spesso se non miliardario, comunque benestante) si armonizzino coi propri.
    La crisi economico-sociale forse più grave a partire dal 1929 sta chiarendo le idee anche a chi, sia pure in buonafede, la pensa o la pensava così.
    Un caro saluto!

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  34. Manca lo Stato ed ecco i risultati Riccardo.
    Senza stato come si garantiscono i diritti?

    Grazie per essere passato e per le parole che hai lasciato.
    A presto.

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  35. rif. Guernica
    Totalmente d'accordo, Guernica.
    E manca, oltre allo Stato, la giustizia... senza la quale, come diceva S. Agostino (e come ripeto spesso anch'io, il santo mi scuserà) gli stati non sono che "magna latrocinia", grandi associazioni di delinquenti.
    Grazie a te per tuo passaggio e tue parole!

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