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martedì 5 gennaio 2010

Una nuvola di zucchero amaro


Cerco una nuvola di zucchero amaro,
attacco il cavo della chitarra del mio triste sorriso
all’amplificatore di una gioia a volte stonata…
non sfoggio facce truci
ma non sopporto false armonie
né falsi dolori.

Cerco una fontana,
farò lo shampoo con la bile
ai capelli della mia rabbia…
sperando di non lavarli troppo.

“L’amore non è un tranquillante”,
disse un amico
sfregiato da qualche amore arrugginito…
e aveva ragione.
Io, di fronte all’amore rimango
sempre stupito, sbalordito
dalla sua capacità di raccogliere dalle persone
il meglio e il peggio.

L’amicizia è un’altra questione,
anch’essa difficile da capire
ma come l’amore,
in fondo bella da vivere
e strana da proporre, ricevere ed accettare.

Cerco una nuvola di zucchero amaro
mentre mi vedo camminare
in qualche parco
immerso nei miei pensieri
(almeno in quelli, so nuotare)
e vedo il mio discutibilissimo me stesso
scrutare verso la fine di quel parco.

Mi chiedo che cosa troverò al suo limitare
ed anche se arriverò lì vecchio
o più o meno giovane…
comunque spero
in qualche forma di futuro, uno qualsiasi
perché anche un mezzo disastro
è sempre meglio
di una completa tragedia.

58 commenti:

  1. Mi sa che te rimasto il cenone di capodanno sullo stomaco Riccà :-) ti svegli dopo incubi notturni,e perché no, anche diurni, ed é per questo che cerchi una nuvola di zucchero amara, un amaro per digerire? Spero che la trovi al più presto, ti auguro una buona digestione. Un abbraccio, ciao

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  2. Ne sei tu l'autore?
    Mi piacciono questi versi:
    "...ma non sopporto false armonie
    né falsi dolori."
    Più delle false armonie, detesto chi finge dolori inesistenti (in modo volontario o meno).

    Se fossi in te la modificherei qua e là e ne farei il testo di una canzone. Hai amici musicisti che possano aiutarti?
    Un abbraccio!
    p.s. Ti ho risposto anche di là.

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  3. Un po' soul stamattina, eh? Ci vorrebbe una bella iniezione di autostima! Ciao, validissimo esponente della mia amata Sardegna!

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  4. Bellissima! Concordo soprattutto con l'ultima frase: meglio un mezzo disastro che una completa tragedia.
    Sacrosante parole. Nella vita si sbaglia, si impara, si inciampa, si ricade, ci si rialza. Spesso il futuro non diventa ciò che esattamente si é sperato nei sogni più segreti. Ma l'importante é l'accettazione. Accettare gli accadimenti, perdonare se stessi, e andare avanti. E se si guarda in dietro lo si dovrebbe fare solo per trarne giovamento dalle esperienze amare.
    Buon 2010, a te, alla tua famiglia, al tuo Blog
    by Lilly

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  5. Bella, l'hai scritta tu? Bella ma triste, malinconica ... tutto bene?

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  6. rif. "un tocco di Rosa"
    Mah, Rosa, un amaro è sempre gradito... cenone o non cenone! Ed io... gradisco!
    Però avevo scritto la poesia molto prima delle feste e benchè sia un po' triste, mi piaceva riproporla.
    La nuvola di zucchero amaro, comunque, non bisogna mai smettere di cercarla.
    Un abbraccio anche da me.

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  7. rif. sonia ognibene
    Sì, la poesia è mia.
    Certo, sono detestabili anche i "dolori inesistenti."
    Mi riferisco a, come dire?, quella certa voluttà del dolore che non si capisce bene a che cosa serva.
    Interessante e stimolante il suggerimento musicale, sai?
    Abbraccio e... ho visto la risposta, grazie!

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  8. rif. ornella
    Un po' sul soul ed anche sul blues, certo. Verissimo!
    Che dire? Ogni tanto ho anch'io (come tutti) un calo d'autostima. Può capitare!
    Ma reagisco sempre.
    Ciao a te e grazie per il "validissimo"! Diciamo che ci provo.
    Ed AUGURI!!!

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  9. rif. lilly
    Grazie per i complimenti!
    E sottoscrivo senz'altro le tue parole sul rialzarsi.
    Talvolta capita di sentirsi k.o., ma l'essenziale è non gettare la spugna.
    Magari, alla fine uno si fa anche una risata e vede che certi fantasmi, erano solo vecchi cenci!
    Contraccambio volentieri tutti i tuoi saluti ed auguri.

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  10. rif. mariacristina
    Grazie per la stima, Mariacristina.
    Era un momento-no, ma è passato alla grande.
    Di nuovo tanti auguri a te ed ai tuoi!

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  11. Prima un "gioioso tormento" e poi uno "zucchero amaro"... gli ossimori mi sono sempre piaciuti molto.
    Sorridi alla vita.
    Un abbraccio da Erica ;-)

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  12. rif. erica lee
    Forse, la vita è un insieme di ossimori...
    Comunque, a parte qualche momento "stortino", di solito riesco a sorridere a Madame La Vie.
    Abbraccio anche da me.

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  13. Riccardo, bella questa! È propio un emozione genuina. Il senso di buono che c'è in fondo a tutto quello che hai scritto (che è molto vita) mi piace.
    Ciao :)

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  14. Cavoli anche poeta!!! complimenti, è molto bella e anche io leggendola mi sono un po' preoccupata...meno male che il tuo momento-no è passato.
    Un abbraccio

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  15. Bellissimi i tuoi versi che, come Sonia ha già scritto, potrebbero diventare il testo di una canzone. La fine di un amore destabilizza...anche la fine di una amicizia....e lì sono nuvole di fiele...
    Vabbè....Buon 2010!

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  16. Non posso che dirti BRAVO.
    Dare vita ai pensieri non è facile, tu ci riesci benissimo.

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  17. E' bellissima....
    E' musicale...sembra una ballata.

    A tal proposito....
    Penso che lo conoscerai (è sardo come te, della tua zona ed è anche lui uno scrittore): lui si chiama Flavio Soriga, il libro a cui la tua poesia mi ha fatto pensare si intitola "Sardinia blues".
    Ed io lo adoro.

    P.S. BUON ANNO RICCARDO.
    Spero che questo 2010 sia per te scoppiettante di allegria... :)

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  18. Sono felice che il periodo no sia passato, Ric.
    Ma ora, anziché un mezzo disastro, ti auguro un musical, allegro, romantico, leggero, di quelli che ti vien voglia di rivedere non appena il sipario si chiude.

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  19. rif. ormoled
    Ti ringrazio, vecchio Ormo!
    In effetti, penso che anche nel dolore si debba essere genuini.
    Questo anche se molti assumono di fronte ad esso un atteggiamento da gente che "sa controllarsi", non si fa toccare da niente ecc.
    Il che, secondo me, ha però a che fare più che con l'autocontrollo, con qualcosa che si avvicina parecchio al cinismo.
    A presto!

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  20. rif. euclide
    Beh, cara Euc., forse "poeta" è un po' troppo! Però grazie...
    L'importante è che il momentaccio sia passato.
    Non meno importante è non lavare (e levare) troppo la rabbia dai capelli.
    Un po' di rabbia tiene vivi.
    Certo, bisogna anche stare attenti a non ringhiare come cani!
    Ciao.

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  21. rif. serenella
    Ben tornata e buon anno, Serenella!
    Grazie per la stima: chissà che come canzone non possa funzionare meglio che come poesia...
    Per quanto riguarda me, quei versi erano più che altro uno sfogo.
    Ma conosco le situazioni che citi e spero che se ti hanno ferito, poi il fiele di quelle nuvole si sia trasformato. In miele.
    Ciao!

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  22. rif. magocamillo
    Ti ringrazio, Camillo.
    Ma la stima è reciproca, anche perchè i temi che tocchi tu e con maestria, sono ben più complessi dei miei.
    Ti leggo infatti con grande attenzione.
    Un saluto.

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  23. rif. tendallegra
    Ciao Alessia!
    Felice che ti sia piaciuta la poesiola, davvero.
    Sì, conosco Soriga (anche se non personalmente) che oltre che come scrittore, è grande anche "dal vivo." E' uno spasso, quel ragazzo!
    BUON ANNO anche a te!!!
    A proposito di "scrittori" (mi vergogno come un ladro, ma ci tengo a dirlo): se ti capita, dai un'occhiata anche ad uno dei miei deliri... pardon, libri?
    A presto!

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  24. rif. rosamaria
    Beh, Rosamaria, l'augurio del musical mi piace molto molto molto.
    Leggero o anche impegnato, non importa.
    L'importante, secondo me, è tenerli aperti, certi sipari.
    Anche quelli che possono sembrare polverosi e che con una bella scrollata, tornano come nuovi.
    Presto da te!

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  25. Certo che la poesia, a rime sciolte, è tua, diversamente ne avresti citato, correttamente, l'A.
    Mi piace, mi piace sopratutto perchè utilizzi a piene mani la figura retorica del'ossimoro, degli opposti che per paradosso si uniscono e disuniscono a seconda della vena del poeta.
    Poi tu sei laureato in filosofia e dichiari di essere scrittore, dunque quale dubbio? Nessuno.
    Mi piace anche che tu rispondi ad ogni commento con un commento autonomo, senza assemblare, affastellare commenti diversissimi in relazione a commenti diversissimi.
    Sei venuto nel mio blog, hai fatto un commento che condivido in pieno e te ne darò atto anche lì.
    Per ora grazie e buon anno.
    Ma sta al cittadino che ancora non ha portato il cervello all'ammasso fare in modo che sia veramente buono, altrimenti sarà amarissimo, purtroppo.
    Le prossime elezioni regionali saranno la cartina di tornasole. Se B. non solo vince (pare certo) ma stravince allora vuol dire che si è spenta la luce delle coscienze, per almeno vent'anni.

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  26. Ti chiedo scusa, per distrazione non ho guardato la fascia laterale sinistra. Sei uno scrittore, hai scritto tre libri.
    Complimenti.

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  27. Mmmm Riccardo! Non sono molto esente dall'autosvalutazione...
    Diciamo che cerco di convincermi del contrario...

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  28. rif. luigi morsello
    Benvenuto e buon anno, Luigi!
    Sì, quando cito testi non miei indico sempre la fonte.
    L'ossimoro è inoltre una figura retorica che trovo molto stimolante: dal punto di vista artistico come da quello filosofico.
    E per me introduce all'interno della realtà (spesso statica e noiosa) un po' di brio e di movimento in più.
    Ai commenti penso poi che sia giusto (come rilevi benissimo) lasciare uno spazio preciso, che non crei confusioni.
    Certo, se può nascere una dialettica tra commenti "comunicanti", niente di male.
    Circa B., che dire?
    Per me, il problema ancor prima che politico, è sociale e culturale.
    Dobbiamo recuperare perfino il senso dello stare in società, l'idea del bene comune e quello del fondamentale valore dell'uguaglianza.
    Senza tutto ciò, non rimane che la guerra di tutti contro tutti di hobbesiana memoria.
    Ringrazio per i complimenti: scribacchio e questo mi aiuta a non uscire di senno! Ma non so se ciò aiuti i miei lettori...

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  29. rif. guernica
    Beh, Guern', anche quello può essere un primo passo.
    Voglio, dire, pensare che in fondo, non ti svaluti o che comunque, ti apprezzi; almeno un po'.
    Magari non è vero ma ci credi. Come il pugile che rischia di finire k.o. ma PENSA di poter resistere e... ce la fa!

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  30. Spiritosa e simpatica "Un tocco di Rosa".
    Riccardo, nel corso della mia vita professionale ho conosciuto un sacco di tuoi conterranei, dentro e fuori dalle mura del carcere.
    Non mi risulta che abbia fatto e faccia loro tuttora difetto l'autostima: vero Ornella?
    Vengo alla tua replica Riccardo, per dirti che proprio perchè socio-culturale il problema non trova soluzione, visto lo stato in cui negli ultimi vent'anni è stata ridotta la scuola. Adesso con la Gelmini poi ...
    Quanto a recuperare il senso della società mi pare un po' difficile al giorno d'oggi, specie nelle metropoli come Roma Milano ecc.
    E allora? Non conosco la risposta, però non credo alla guerra di tutti contro tutti, con buona pace di Tommaso Hobbes e del suo Leviatano (che era inteso come il simbolo del potere assoluto dello Stato). O quanto meno, il 'regime' si configura in modo più subdolo e difficile da contrastare. Questa sinistra, questo PD non mi sembra capace di farlo, l'IdV non ha (ancora) forza sufficiente.
    Ripeto la domanda: che fare?
    Boh! Se la componente AN finirà con lo smarcarsi dal PdL al quale resterebbe quella di Forza Italia più i maledetti della Lega Nord, forse qualcosa accadrà.
    Tu che dici?

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  31. grazie per essere passato da noi e aver lasciato un graditissimo commento, ci aiuta ad andare avanti perchè anche noi a volte abbiamo momenti "NO", ci sembra di non saper fare niente, poi passa e si riprende alla grande, complimenti per i tuoi versi anche se malinconici sono piacevoli
    un saluto imma e graziella

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  32. rif. luigi morsello
    Sì, Luigi, Rosa è davvero divertente.
    L’autostima… beh, quando scrissi quella poesia vivevo un brutto momento, per fortuna superato.
    Condivido in buona parte la tua analisi socio-culturale, ma penso che possa avviarsi (magari nel lungo periodo) una trasformazione “molecolare” della società.
    Molecolare è termine gramsciano… e Gramsci andrebbe riscoperto, insieme soprattutto a Rousseau, al Kant più politico-sociale, a Salvemini, Benjamin, Pasolini, D. Losurdo…
    Il lato subdolo dell’attuale assetto economico-sociale è certo innegabile, ma chissà che la stessa comunicazione via web non possa (per la sua “elasticità”) contribuire a contrastarlo.
    Certo, non conosco neanch’io la risposta.
    Non credo nemmeno io a Hobbes ed alla sua guerra e certo non spero in essa, anzi la temo, ma credo che ignoranza, razzismo e disoccupazione potrebbero scatenarla.
    Il quadro politico è ancora più complesso e frammentato e su quello, non saprei che dire.
    Spero però che si ricostituisca un insieme di forze che facciano capo al lavoro ed a una critica sociale forte, di struttura.
    Lo so, forse ci troviamo nel campo delle pie intenzioni… ma è già un fatto positivo che alcuni di noi continuino a tenere il cervello attivo…

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  33. rif. graziella e imma sotgiu
    Benvenute da me, Graziella e Imma e grazie anche a voi per il passaggio qui.
    I momenti NO esistono, purtroppo: l'importante è saper riprendere la strada maestra.
    Ma voi che create e "fate" concretamente, avete forse una marcia in più.
    Mi fa piacere che abbiate apprezzato i miei versi, anche perchè non ne scrivevo da molto.
    Un saluto a voi!

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  34. Sai Riccardo, io non sono laureato in filosofia, quindi non specializziamo troppo i nostri commenti.
    Antonio Gramsci scrisse nel 1917 questo documento, in cui sono incappato per caso: " “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
    L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
    Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
    Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”."
    (CONTINUA)

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  35. Come non condividerlo, ma prova a chiedere a un giovane, uomo o donna, di oggi chi era questo personaggio. Se si facesse un sondaggio. ben pochi direbbero di conoscere questo nome, quasi nessuno saprebbe dire qual'è stato il suo pensiero, perchè fu incarcerato e quando e dove è morto.
    Cosa voglio dire? Che questo patrimonio culturale, che non si studia a scuola e si acquisisce altrimenti, si sta perdendo e pensare ad una trasformazione molecolare della società, di una società triplicata come numero e sempre meno avvezza ed attrezzata a speculazioni intellettuali, ma molto attrezzata, versata e ferrata nelle discipline scientifiche, come l'informatica, mi pare, perdonami, un tantino utopistico.
    La comunicaqzione wia web non potrà mai sopperire al deficit culturale ed etico-morale di generazioni non formate a dovere dalla scuola, prive di ideali e che si rifugiano in mondi fittizi il tempo di durata di una droga, leggera o pesante.
    A mio avviso il quadro politico non è poi così frammentato come lo era ieri.
    L'uscita di scena delle forze politiche di estrema sinistra, che hanno imperterrite continusato a dividersi, fino ad esporsi al ridcolo e al dileggio di chi ha gridato al miracolo ("sono riusciti a realizzare la separazione dell'atomo") ha semplificato il quadro poltico della sinistra, cioè PD e basta.L'elemento di disturbo viene dalla destra, dall'U.D.C. di Piercasinando, che uscito dalla coalizione di centro-destra adesso è corteggiato dal PdL (leggasi Berlusconi) perchè vi rientri, mentre anche Francesco Rutelli, uscito dal PD, si è messo sul mercato.
    Non fosse per Gianfranco Fini, il regime ora sarebbe perfettto e condolidato in modo difficilmente reversibile.
    Ma mentre Fini fa da sponda al Quirinale, il PD lo ha lasciato solo, per cui sta rientrando nei ranghi.
    Ne consegue che a sinistra il quadro politico sembra abbastanza stabile, a destra è in via di rafforzamento e stabilizzazione. Restano due incognite.
    Una di esse è la capacità di attrazione dell'IdV nei confronti di un corpo elettorale di sinistra sempre più deluso e astensionista.
    La seconda incognita è proprio il Quirinale, del quale parla Barbara Spinelli in un'intervista leggibile qui: http://ilgiornalieri.blogspot.com/2010/01/il-regime-militare-del-partito.html
    Se la Spinelli non ha sbagliato l'analisi, si spiegano tante incertezze, tanti 'tenetennamenti', tanti mancati interventi nella promulgazione di leggi palesemente incostituzionali e tanti 'sconfinamenti' di chi è il presidente del CSM ma non si fida di coloro di cui è presidente:i magistrati!
    Fino al punto di ignorare la magistratura, l'ordine giudiziario, uno dei tre poteri di rango costituzionale, nel messaggio di fine anno.
    Sperare è legittimo, quanto queste speranze siano fondate è questione di fatto: Per me non lo sono, fondate.

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  36. Ammetto di non essere mai stato appassionato di poesia, pur amando la lettura, ma questi versi mi sono piaciuti...come ha già sottolineato qualcuno anche io ne apprezzo i vari passaggi tra ossimori, paradossi e leggere atmosfere surreali sempre con la giusta dose di ironia, senza pesantezze autocommiseratorie.
    Da appassionato di musica potrei umilmente suggerirti di leggere questi versi in uno dei tuoi futuri incontri nelle librerie, su un tappeto di chitarra blues rigorosamente live...
    Non sarebbe male.
    Ciao ^_^

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  37. rif. luigi morsello
    Ok, non “specializziamo.”
    Circa il sondaggio su Gramsci, forse hai ragione: non lo conoscono in molti.
    Ma in vari blog ho trovato citato il brano da te riportato: spesso da giovanissimi, che ne hanno colto appieno l’importanza.
    Per lo studioso spagnolo Fernandez-Buey, tra i grandi rivoluzionari i giovani di tutto il mondo colgono una forte vicinanza morale e politica soprattutto tra Guevara e Gramsci.
    Certo, il classico divo di Hollywood sarà sempre più noto d’entrambi; ma il criterio non è evidentemente questo.
    Sul web… non penso d’essere utopista se dico che può, in parte, compensare certo “deficit” anche attraverso la larga e veloce diffusione di materiali (come per es. il brano da te proposto) di prim’ordine.
    Il web è poi meno controllabile dall’esterno e meno formale della scuola. Non lo mitizzo, però conosco ragazzi che pochi anni fa erano “solo calcio” ed ora leggono Primo Levi.
    La scuola, benché assediata, resiste; nascono associazioni di volontariato, si riscopre lo sciopero, cadono steccati ideologici, certa musica manda messaggi critici, non solo edonistici.
    Occorre di più, ma una trasformazione “molecolare” è per sua natura lenta, incontra difficoltà e vive di contraddizioni.
    Però nell’Italia di decenni fa l’analfabetismo era la norma; ora, ragazzi che seguivo nei miei corsi, senza scordare il rap hanno approfondito la conoscenza dell’inglese e si sono appassionati al tema dello sfruttamento del lavoro minorile nell’’8oo; forse perché è ancora attuale…
    Per ragioni di spazio e di tempo semplifico, Luigi: ma credo che buoni segnali, ci siano.
    Analisi politica… parlo di frammentazione e di complessità non nel senso del numero dei partiti, ma di loro interessi che spesso convergono e/o confliggono al di fuori di un quadro sociale e razionale chiaro.
    Per me, il k.o. dell’estrema sinistra è dipeso dall’abbandono di temi come il lavoro, la casa, la giustizia sociale e la trasformazione in profondità del Paese. K.O. meritato, quindi; ma forse, salutare…
    Comunque, quel che più di tutto temo è un fronte trasversale del tutto concorde sull’idea di un non-cambiamento del sistema. Con tutte le sue storture.
    Ora leggerò da te l’intervista alla Spinelli e se ti va, PER VARIARE “ci spostiamo” da te.
    Ciao.

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  38. rif. max
    Ti ringrazio, caro Max.
    In effetti, al di là di uno stato d'animo d'evidente disagio personale, ora per fortuna superato, quei versi (non dovrei dirlo) piacciono anche a me.
    E l'idea della lettura "in blues" mi solletica non poco...
    Potrebbe essere un'idea!
    P.S.: poi passo sul tuo blog musicale per chiederti qualcosa su Steve Ray Vaughan.
    Ciao!

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  39. Certo che mi va.
    Commento lungo e ponderoso il tuo, che però non sei stato costretto a dividere in due: complimenti.
    Continuo ad essere pessimista, sarà che sono troppo vecchio.
    L'accostamento fra Guevara e Gramsci (perdonami) mi sembra se non blasfemo almeno irriverente.
    Puoi capire da te il perchè.
    Complimenti per i successi con i tuoi studenti, ma non puoi negare che la scuola italiana, con la sola eccezione delle elementari (adesso nemmeno quelle più!) è da almeno cinque lustri allo sbando: come si può colmare questo gap temporale e culturale? Facendo fare le riforme a chi conosce la scuola, a tutti i livelli: non mi pare che siamo su questa strada.
    Ammesso che da domani la migliore delle riforme possibili sia operativa e dotata di congrui mezzi economici e risorse di personale (la vicenda, tristissima dei precari testimonia l'incapacità di questa classe politica tutta, che per me è indifferenza di gramsciana memoria), quanto tempo ci vorrà prima che vada a regime e che emerga una nuova classe civile e politica?
    Quanto alla frammentazione, adesso è più chiaro il tuo pensiero.
    Il mio è il seguente: lotta di potere per il potere, ognuno nel proprio orticello, della 'res pubblica' nemmeno una tenue traccia.
    Questo nella politica nazionale.
    In quella regionale e locale è peggio: lì impera la corruzione, che ha mutato faccia, non più mazzette per contanti ma fondi neri 'estero su estero'.
    Naturalmente, non chiudo il cuore alla speranza ma ...

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  40. è bella leggerla
    e rileggerla..
    mi piace e penso.
    un caro saluto
    Alessandra

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  41. rif. luigi morsello
    Bene: ma ho qualche difficoltà a trovare l’intervista; continuo però a cercarla.
    Ringrazio per i complimenti (sebbene io abbia schematizzato molto).
    Tu, saresti vecchio? Un ragionatore come te?!
    Accostamento Gramsci-Guevara… io non lo trovo irriverente: erano accomunati dallo stesso rifiuto per il compromesso, arsi dalla stessa sete di giustizia e rifiutavano un marxismo solo economicista, meccanico. Assegnavano entrambi un ruolo determinante alla volontà ed al pensiero critico.
    Certo, tra loro c’erano anche differenze storiche e caratteriali.
    Ma tutto questo conta poco di fronte alle affinità che avverto tra noi sui piani etico, sociale e culturale. E quelle, voglio sottolineare.
    Infatti, sulla scuola non posso né voglio opporre nulla alle tue parole.
    Ringrazio per la stima che dimostri per il lavoro coi miei allievi (merito loro, ma ho anche riportato degli insuccessi…).
    Tuttavia, lo sfascio della scuola è reale. Aggiungo che spesso, studenti, genitori e personale scolastico non sono sicuri nemmeno dal punto di vista fisico(!), oltre che morale-culturale.
    Molte scuole italiane non sono a norma, rischiano quindi crolli, incendi ed allagamenti. Ciò è stato denunciato in parlamento dallo stesso Bertolaso; conseguenze o atti positivi? Zero, o quasi.
    Nella scuola PUBBLICA NON si investe; è considerata un peso. Rischiamo di tornare ad una scuola per ricchi. “In compenso”, le tasse universitarie sono altissime e si guarda con favore alle scuole private.
    E sulla lotta politica, stendiamo un pietoso velo: la corruzione rischia d’essere quasi legale; illuminante il testo di Lodato-Scarpinato “Il ritorno del Principe”, ed. Chiarelettere.
    Ma quando si tocca il fondo, si può solo risalire; certo, bisogna volerlo. E sono consapevole del fatto che le acque sono molto buie e profonde.
    Buon fine settimana.

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  42. rif. alessandra
    Sono contento che la poesia ti sia piaciuta, Alessandra.
    Certo è tristarella, ma scriverla mi ha aiutato a superare un momento piuttosto negativo.
    Ma parecchio ha potuto l'amore...
    Il punto è che bisognerebbe averne un po' anche per sè stessi!
    A presto ed un caro saluto anche a te

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  43. Sei un osso duro, eh! Non mi dispiace, anche se 'temo' di aver trovato un interlocutore più bravo di me.
    Hai i capelli bianchi, ma devi essere molto giovane, non più di 40-45 anni.
    Il "Che" oggi avrebbe 82 anni.
    Tieni sempre a mente che io sono un direttore di carcere in pensione, abituato ad essere pragmatico, a badare ai risultati.
    Per bene che vada lo si può considerare un sognatore, un utopista.
    Rispetto a Gramsci io mi sento di marcare una differenza: il "Che" portò alla vittoria quella carogna di Fidel Castro, che lo fece inseguire e uccidere per interposta persona (9.10.1967) per mera gelosia (era più famoso ed amato di lui). La dittatura di Castro è ancora lì, salda, unica superstite del fallimento del comunismo reale da questa parte del mondo.
    Il Nostro, fra i padri fondatori del P.C.I. (che io ho votato fino alla versione DS, poi dei Pd non ne volli più sapere, e feci bene, dando il mio consenso all'IdV) si oppose a un regime dittatoriale altrettanto feroce, il fascismo, dal quale fu a lungo incarcerato e morì un anno prima che io nascessi.
    Il primo fu ucciso per mano dei suoi compagni di ventura, non dal regime di Fulgencio Batista.
    Vero è che fu ucciso in Bolivia, con l'aiuto della CIA, ma è altrettanto vero che fu condizionato ad andar via sia dalla delusione che dalla gelosia, a Fidel si può imputare quanto meno il c.d. "dolo eventuale", cioè fuori da Cuba quella sarebbe stata la sua fine. A 39anni. L'altro visse fino a 46anni, morendo di malattia.
    Chiaro che per me il "Che" non era e non è una icona come lo è stata per tanti giovani.
    Ha avuto la 'fortuna' di morire in quel modo, restando giovane affascinanante e seduttivo per sempre nell'immaginario collettivo.
    "Il ritorno del Principe" lo sto leggendo, lentamente non per mia volontà ma perchè assorbito da troppe cose fra le quali la più importante è questo blog, il mio modo di fare informazione e controinformazione, anche con miei post originali nel mio campo (v. cartelle intestate a mio nome).

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  44. Caro Riccardo, decisamente molto bella, ben scritta, efficace.
    Complimenti

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  45. rif. luigi morsello
    Sarò un ”osso duro” ma non credo d’essere più bravo di nessuno; comunque mi ringiovanisci: ho 47 anni.
    Io non considero il Che “sognatore ed utopista”. Se lo fosse stato non avrebbe rischiato poi perso la vita per la rivoluzione; i sognatori sognano, non agiscono.
    Egli, con decenni d’anticipo sulla sinistra europea aveva visto le involuzioni del blocco sovietico, il prevalere di autoritarismo e burocrazia, l’appassire della passione rivoluzionaria ed il fiorire di dogmatismo ed economicismo.
    Fu uno dei primi rivoluzionari ad interessarsi di cibernetica e varò le brigate di lavoro volontario, considerando quello standardizzato, insufficiente. In tutto ciò non vedo utopia.
    La rivoluzione cubana fu compiuta dal Che, da Cienfuegos e da Castro: al 3°, del resto, il 1° riconobbe sempre grande sintonia con la realtà cubana.
    Non idealizzo Castro, ma dipingere lui quasi come mandante dell’assassinio di Guevara non trova riscontri storico-documentari seri.
    Inoltre, la maggior fama ed amore di Guevara rispetto a Castro sono fatti in buona parte posteriori alla morte appunto del Che.
    Non possiamo affermare che egli fu “condizionato ad andar via sia dalla delusione che dalla gelosia”: infatti, nella sua “Lettera d’addio a Fidel” (AAVV., “E. Guevara, nomade dell’utopia”, Manifestolibri, Roma, pp.61-62) non vi è traccia delle accuse che formuli. Ammetterai almeno questo: che egli non era uomo da tirarsi indietro, quando pensava una cosa…
    Né si parla di contrasti con Castro nella biografia di Ignacio Paco Taibo II, nel testo di A. Moscato (cfr. pp.41-45), sulla rivista “Latinoamericana” ecc.
    Egli andò in Bolivia, come sa chiunque conosca il pensiero dell’uomo, per tentare d’allargare il “fuoco” rivoluzionario ed il blocco socialista ed evitare che col suo autolimitarsi, implodesse. Anche in questo fu lucidissimo e la storia l’ha dimostrato dall’’89.
    La morte di Gramsci (come sappiamo dalla classica biografia di Fiori) fu in realtà un inesorabile e voluto stillicidio, un’agonia che il fascismo non fece niente per impedire.
    Infine, per me il Che non è un’”icona” ma un uomo molto intelligente, coraggioso e coerente di cui andrebbero riscoperti anche gli scritti… e non solo quelli sulla guerriglia.

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  46. rif. silvana scricci
    Ti ringrazio, Silvana.
    Diciamo che quella poesia mi ha aiutato a tirare fuori un bel po' di veleno!
    A presto!

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  47. Adesso mi chiedi troppo. Intanto, ti ho ringiovanito di appena due anni: che sarà mai? Una inezia! Poi, ti ricordo nuovamente che essersi occupati di carceri, a cavallo, anche, degli anni di piombo, non lasciava troppo spazio alla lettura e adesso è un po tardi per farle queste letture.
    Ciò che tu scrivi l'ho spiato in Wikipedia, per tentare un commento non proprio 'scafato', ma mi fermo qui, non è il mio campo.
    Su un punto devo dissentire, laddove dici che un sognatore e un utiposta non è un uomo d'azione.
    E no, questo non lo puoi dire, contraddice la logica ma anche l'esperienza pratica.
    Io, direttore di carcere, sono stato un sognatore ed un utopista, senza però sottrarmi mai a miei doveri laddove gli stessi contraddicevano alle mie idee, e sono stato, anche, un uomo d'azione.
    Per es. ho messo un funzione due nuovi carceri e rimesso in funzione un terzo ristrutturato e fermo lì per insipienza del suo direttore (donna), ne sistemati con interventi strutturali importanti almeno altri due, anzi tre, e sono e continuo ad essere un inguaribile sognatore ed utopista.

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  48. rif. luigi morsello
    Nessun problema, Luigi: la mia sull'età voleva essere una battuta. Non mi dà fastidio nè esser considerato più giovane nè più vecchio. Come molti sardi, non bado all'età.
    Prendo inoltre atto delle tue puntualizzazioni relative all'oggetto del contendere (scusa se ti scippo un termine giuridico, lo faccio per scherzare).
    Quanto al termine "utopista", mi era parso che avessi dato al termine un'accezione negativa o almeno, non molto positiva.
    Di solito, molti lo intendono in questo modo.
    In effetti, la tua esperienza come direttore di carcere prova che si può essere, invece, utopisti ed uomini d'azione.
    Se in futuro entreremo in maggior confidenza, mi piacerebbe anzi sapere da te qualcosa di più, sull'esperienza di cui sopra.
    Buon fine settimana.

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  49. rif. luigi morsello
    Idem ,Luigi.

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  50. Oh Cielo Riccardo!!!
    parto per quindici giorni e cosa trovo al mio ritorno? Riccardo Poeta! Evviva!
    E poi quella nuvola di zucchero amaro mi ricorda tanto il mio dolce zucchero filato...così dolce da sembrare infine quasi amaro, almeno nel retrogusto.
    Sempre un bello scrivere il tuo, ed una piacevole lettura la nostra in te.
    Sicura che oramai quel tuo triste sorriso sia passato ed abbia lasciato spazio alla tua solarità, ti auguro un Buon inizio di anno.
    La tua amica ("strana da proporre, ricevere, accettare")... Sol'

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  51. rif. solindue
    "Poeta"... emh, con un certo imbarazzo (ma anche con grande piacere) ringrazio.
    Muchas gracias anche per tutte le altre belle parole che mi dedichi; per come ti conosco (anche se solo virtualmente) so che dici solo quello che pensi davvero.
    Sì, il triste sorriso è passato ed anche se oggi a Cagliari piove forte, intravedo vari raggi di sole...
    Buon inizio anno anche a te, my friend!
    A proposito poi di pioggia: lì in Toscana si è un po' risolta la questione di quell'allagamento? Lo spero tanto perciò fammi sapere, va bene?
    A presto!

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  52. Immagino ti riferisca all'allagamento del Serchio fra Lucca e Pisa...mah, le strade sono state riaperte, gli sfollati rientrati, in attesa della prossima innondazione, temo.
    Qui continua a piovere ininterrottamente non so più neanche io da quante settimane!!

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  53. Credo che il gran problema, sintetizzando all'osso, è che abbiamo la memoria corta, molto molto corta. E anche "comoda" se vogliamo...ci si ricorda solo di quello che ci fa comodo ricordare, che tiene tranquillo il tutto, che non si pone nè fa porre domande

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  54. rif. solindue
    Allora le notizie non sono certo buone.
    Benchè io non sia un tecnico, penso che spesso in casi del genere si debbano accertare eventuali (e molto probabili) colpe o almeno gravi sottovalutazioni da parte dell'uomo.
    Come diceva De Filippo, "o' fa mare ffà o' mare", ed io penso che si possa dire altrettanto dei fiumi e dei corsi d'acqua in genere.
    Ma sta all'uomo fare in modo che le acque siano tenute sotto controllo attraverso un sistema di costante monitoraggio, canalizzazione ecc.
    Beninteso, io parlo in generale;, spero che nell'allagamento del Serchio fra Lucca e Pisa non vi siano state colpe umane.
    Comunque, per quel che conta, vi sono vicino.

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  55. rif. artemisia65
    Sintesi oltremodo esatta, la tua, Artemisia.
    Quello della memoria è sicuramente uno dei problemi più gravi del nostro Paese.
    E la falsa o "buona" coscienza non fa che aggravare tutto quanto.
    A volte si prova quasi un senso di sconforto, o di stanchezza, a ricordare certi fatti. Eppure, è la sola strada per impedire che l'oblio ricopra qualsiasi cosa.
    Comunque, buon inizio anno a te ed ai tuoi!

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  56. siiii ... ma quant'è difficile!
    comunque sia: grazie per averla condivisa con noi questa parte un po' "tristarella" ... a volte rinfranca anche solo un piccolo gesto come pubblicarla qui sul blog. Non credi?
    un abbraccio affettuoso,
    Ale

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  57. rif. alessandra
    E' vero, Alessandra: è un po' come sfogarsi con un amico o con un'amica e dopo, si sta meglio.
    Bello, poi, poter saltare oltre l'ostacolo della lontananza geografica con un semplice "clic."
    Abbraccione!

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