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domenica 2 agosto 2009

2 agosto 1980, stazione di Bologna






Il 2 agosto 1980 una bomba esplose nella sala d’aspetto di 2/a classe della stazione di Bologna.
Quella maledetta bomba straziò 85 persone e ne ferì 200.
L’orologio che vedete nella foto è quello della stazione… l’ora è quella dell’orribile massacro… le 10.25 del mattino.
Tra le vittime la piccola Angela Fresu, di appena 3 anni.
Penso che i sopravvissuti ed i feriti non abbiano dimenticato, né dimenticheranno mai quell’orrore.
Del resto, chi potrebbe?! Come potrebbe?!
L’allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini parlò a ragione dell’”impresa più criminale che sia avvenuta in Italia.”
Io aggiungo “solo” che è stata la più grande compiuta nell’Europa del tempo… e forse non solo di quel tempo.
Come leggo sul sito dell’associazione familiari vittime della strage, appunto “solo 7 vittime ebbero il funerale di Stato".
Il motivo è per me arduo da comprendere: erano, infatti, tutti cittadini del nostro Paese, morti anzi assassinati in modo atroce e totalmente innocenti
C’erano ragioni burocratiche, giuridiche o di genere simile per non concedere a tutti gli altri dei funerali di Stato?
Questo è senz’altro possibile ed in uno Stato di diritto, appunto il diritto (lo ius) va osservato.
Eppure, i Latini (per es. Cicerone) dicevano: “Summum ius, summa iniuria.” Essi consideravano l’applicazione letterale ed acritica del diritto, fonte di gravissima ingiustizia.
Naturalmente, poiché non sono un giurista parlo da persona che considera fondamentale (nel senso di “ciò che fonda, dà fondamento”) il senso di umanità e di pietas.
E forse, sono solo uno che è nato, cresciuto e vive tuttora in una regione dedita da millenni all’agricoltura ed alla pastorizia, per addentrarmi nei meandri del diritto.
Sia perciò ascritta la mia citazione a scrupoli e ad interessi filosofico-morali e fine della questione.
Comunque, oggi voglio solo ricordare i nostri poveri connazionali, la cui vita è stata stroncata per sempre. Voglio inoltre abbracciare idealmente i loro familiari, che certo in questi 29(!) anni si saranno nutriti di dolore e di amarezza.
Presto, però, cercherò d’occuparmi anche dei vari risvolti della tragedia, sui cui mandanti molti dubitano sia stata fatta piena luce.

24 commenti:

  1. Questa è una notizia dolorosa, stranissima e assolutamente nuova almeno per me.
    Come mai i funerali di stato ci furono soltanto
    per 7 - ripeto sette - vittime civili su 85?
    Ma perchè gli altri 78 cos'erano fantasmi?
    E perchè, per quanto mi risulta, giornali e TV non hanno mai parlato di questo?
    L'associazione familiari delle vittime della strage come spiega questa strana distintizione?
    Toppe domande, hai ragione, ma lo Stato a quante domande dovrebbe rispondere e non lo fa?

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  2. Cia Riccardo, grazie del commento e della testimonianza, me ne sono arrivate tante non me lo aspettavo e mi ha fatto piacere.
    Stamattina, come tutte le mattine da ventinove anni, ero in piazzale Medaglie d'Oro e fra le tante cose che mi hanno colpito due in particolare mi hanno fatto riflettere: 1) nel momento in cui è suonata la sirena si sono fermate e hanno spento i motori anche le poche macchine che transitavano 2) il "signore" italiano emigrato in Svizzera che si lamentava che tutti gli anni si perde del tempo con 'sta storia che non frega a nessuno. Due modi differenti di vivere lo stesso momento, sensibilità agli opposti.
    Io ho fischiato Bondi, e forse non sono democratica, per quello che stava dicendo e per il tono untuoso e falsamente cortese che può andare bene a Porta a Porta ma non alla stazione di Bologna il 2 agosto.
    E proprio non ho digerito il richiamo a Calamandrei fatta da un rappresentante di questo governo.
    Ciao
    Silvana

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  3. Che lotta politica si può fare sul piano della violenza e delle stragi insensate e raccapriccianti?
    Quella bimba poteva essere mia nipote, una di quelle donne mia madre. Ma che importanza ha?
    Erano membri della razza umana, che qualcuno ha deciso di spazzare via in modo vile per ragioni ideologiche aberranti.
    E io sono un membro della razza umana.
    Loro mi appartengono. Appartengono a tutti noi.
    Grazie Riccardo per questo post.
    Sonia

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  4. rif. il monticiano
    Ciao, Aldo.
    L'insieme delle varie domande cioè qualcosa che non certo come sudditi bensì come cittadini (citoyens, dalla Rivoluzione francese in poi) e che rientra quindi nel nostro diritto, è spesso disatteso.
    Nonostante varie stragi, al massimo si riesce ad assicurare alla giustizia qualche esecutore materiale.
    Sia chiaro: si tratta di persone che meritano d'essere punite ed anche duramente.
    Ma i mandanti rimangono perlopiù nell'ombra e pare che certe inchieste riguardino più le intricate dispute della teologia medievale, che le vicende tragiche e sanguinose della storia anche recente del nostro Paese.
    A presto!

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  5. rif. silvanascricci
    Ciao, Silvana.
    Penso che testimoniare ed esprimersi su una vicenda tragica come quella del 2 agosto sia un imprescindibile dovere civile e morale.
    Credo che chi appunto prescinda da tale dovere, finisca per alimentare ulteriormente il clima di oblio e di menefreghismo che costituisce uno dei "marchi di fabbrica" più negativi della mentalità nazionale (e che ahimè, tende a dilagare trasversalmente).
    Come affermava in modo tagliente ma molto calzante Gramsci, per molti italiane/i la libertà si identifica con la "libertà di divertirsi" o perfino di "grattarsi la rogna al sole" (A. Gramsci, "La libertà di divertirsi", in Id., "Sotto la Mole", Einaudi, Torino, 1975, pp.405-407).
    Tutto quel che turba il clima festaiolo e cd spensierato, è inteso come noia, "predica" eccetera.
    Ma se hai ricevuto tanti commenti e di quella qualità, beh, questo è segno del fatto che quel "marchio" non è il solo e che c'è ancora chi (scusa la citazione, dopo Gramsci...) "dice no."
    V. Rossi a parte, c'è chi vuol capire, sapere e non vuol rassegnarsi. Neanche dopo 29 anni.
    A presto!

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  6. rif. sonia ognibene
    Dici bene, Sonia: non si può fare lotta politica in quel modo. Chi ha ideato ed eseguito una strage del genere, fa sembrare il Raskolnikov di “Delitto e castigo” di Dostoevskij, un novellino.
    Penso poi al tormento, al vero e proprio Inferno in terra che devono aver vissuto (e che continuano a vivere) i familiari e gli amici delle vittime.
    Un attentato, un attacco a freddo senz’altro studiato a tavolino da tragici “specialisti” del terrore.
    Come possono guardarsi allo specchio senza provare disgusto per sé stessi, sia gli esecutori che i mandanti…
    Grazie per aver apprezzato il post, davvero.
    Un caro saluto e presto da te!

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  7. e ancora non avevamo assistito alle atrocità di Falcone e Borsellino.
    Cose diverse?
    non credo....

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  8. rif. artemisia65
    In effetti, che si possa escludere una "diversità" tra le stragi Falcone Borsellino ed altre è affermato con forza dal fratello di Borsellino, Salvatore.
    Ci sono infatti parecchi punti oscuri, incongruenze, contraddizioni, ritardi...
    Oggi sentivo al tg che tra non molto Mambro e Fioravanti finiranno di scontare la pena e torneranno in libertà.
    Liberi tutti, perfino gli esecutori materiali.

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  9. Come sempre. Sarebbe anche da chiedersi se è un caso che una delle peggiori stragi avvenga subito dopo il 78 e 79 e dopo il rapimento Moro. Dato che mi sto documentando sul periodo, mi sto rileggendo la Notte della Repubblica (trascrizione delle trasmissione di Augias). In una delle interviste ai Br, non ricordo chi (non ho il testo davanti) dice: "Non ci rendemmo conto che con quella strage il nostro tempo era finito".
    C'è da chiedersi chi ha ritenuto che per far finire un tempo si potessero sacrificare oltre 80 persone...

    Yod

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  10. capirai
    sono ai domiciliari da anni
    in un bel residence che fanno la pacchia
    alchè c'è da chiedersi come mai son così ben trattati...

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  11. rif. anonimo
    Per me il caso Moro ha alterato il possibile e futuro corso della storia d’Italia. Penso infatti che con Moro ancora in vita si sarebbe potuto realizzare un incontro tra visioni politico-culturali “alte”: quelle appunto di Moro e di Berlinguer ed avviare così un’autentica ricostruzione del Paese.
    Del resto, lo stesso Gorbacev ha riconosciuto il legame tra le proprie idee e quelle di Berlinguer, nonché l’attualità delle stesse (socialismo nella democrazia, efficienza ma prioritario rispetto dei diritti dei lavoratori, affermazione di una cultura e di un’etica sociali ecc.).
    Penso inoltre che il dopo-Moro (ed anche il “pre-Moro”) si inscriva nel sanguinoso quadro che in Italia è stato “esposto” spesso, a partire almeno dal massacro di Bava-Beccaris, che a Milano (1898) fece cannoneggiare ed uccidere un centinaio di persone, fino a tutte le stragi del ‘900 che da Portella della Ginestra (1947) conducono a quelle di Piazza Fontana (1969), Piazza della Loggia (Brescia) e treno Italicus (1974), Bologna ed Ustica (1980), Rapido 904 (1984) fino a quelle di Capaci e via D’Amelio (1992), via dei Georgofili (Firenze) e Milano (1993).
    Questo “quadro” ha visto le sagome, mai troppo chiare di militari o sedicenti tali, pezzi di servizi segreti deviati, servitori dello Stato infedeli, mafia, massoneria, probabili ingerenze straniere ecc.
    Dovrebbe far riflettere l’affermazione del procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo e già nel pool di Falcone e Borsellino, per il quale: “Lo stragismo e l’omicidio politico sono rimasti una costante sin dal millecinquecento quando già facevano parte della “normalità” italiana, come dimostra l’ammirazione tributata da Nicolò Machiavelli ad un notorio stragista quale era Cesare Borgia, duca di Valentino” (“Il ritorno del Principe”, in “Antimafia duemila”, numero 1, 2009, p.3).
    Ciao Yod.

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  12. rif. artemisia65
    Probabilmente, quel che hanno compiuto non è ritenuto così grave.
    Gli esecutori materiali della più grande strage mai avvenuta in Italia possono insomma star tranquilli.
    Me li immagino presto in tv a tenere qualche piccola lezione di sociologia o di storia d’Italia…
    Intanto, già oggi sul “Manifesto”, il neofascista Fioravanti parla di “spazio per nuove indagini.” Benissimo, ma perché non l’ha detto prima?
    Egli aggiunge che questo devono farlo “persone più titolate di me. Competenti e anche neutrali visto che io sono parte in causa.”
    Ma per me, Fioravanti dovrebbe accantonare i suoi scrupoli metodologico-giuridici e dire quello che sa, se qualcosa sa.
    Altrimenti, le sue parole sono inutili ed anche insultanti per la memoria delle vittime.
    Ricordiamo che per quella strage, il 23 novembre 1995, con “sentenza definitiva della Cassazione”, lui e la Mambro furono condannati all’ergastolo (Giovanni Vignali, “La primula nera. Paolo Bellini, il protagonista occulto di trent’anni di misteri italiani”, Aliberti editore, 2009, p.91).
    Ed a proposito del ritorno in libertà di Fioravanti, come leggiamo sul “Messaggero on line” “questo” avviene “nonostante sia stato condannato ad altri sette ergastoli per ulteriori 13 omicidi da lui commessi in nome dello spontaneismo armato dei Nar, l’organizzazione cui apparteneva dalla fine degli anni Settanta al momento dell’arresto”.

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  13. La strage del 2 agosto, le verità nascoste, il ruolo della P2, rischiano d'apparire lontani, relegati alla memoria delle famiglie coinvolte. Hanno fatto bene i manifestanti a Bologna fischiare Bondi, in quanto rappresentante di uno stato che ha deciso di convivere con l'ipocrisia dei segreti di stato. Fischi che rappresentano al necessità della verità e della giustizia.
    La vicenda Fioravanti-Mambro, in ogni caso legata a doppio filo con la strage di Bologna e comunque macchiata del sangue sparso durante la parabola terrorista dei NAR, è significativa del fatto che i diritti degli imputati (quando sono patrocinati da appositi comitati di pressione e di sostegno, vedi: "Nessuno tocchi Caino"),hanno travalicato quelli delle vittime.
    In una società evoluta e civile si può, forse di deve perdonare, ma non si può mai dimenticare, né creare sfiducia sulla giustizia.
    Peraltro le prime dichiarazioni di Fioravanti dopo la scarcerazione, riguardanti la strage del 2 agosto, sono ambigue e preoccupanti; cosa c'è da chiarire che non sia già stato fatto dall'iter giudiziario?
    La stessa ambiguità ha avvolto certe dichiarazioni dei brigatisti rossi sul caso Moro. Quando si tocca il livello: stato, terrorismo, malavita organizzata, c'è un limite invalicabile su cui a "tutti" conviene non sia fatta luce.
    D'altra parte, in Italia, i mandanti delle stragi, da quella di Portella della Ginestra, ai giorni nostri, non sono mai stati smascherati attraverso le verità processuali.
    Riguardo il terrorismo, parafrasando Pasolini, si potrebbe dire che gli italiani sanno..... ma non hanno le prove.

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  14. rif. alessandro perrone
    Penso che sia davvero difficile aggiungere qualcosa alle tue lucide e chiarissime parole, Alessandro.
    Forse, sulle forme di contestazione potrei dire che l'unica cosa da fare sarebbe (come mi pare abbiano fatto gli uomini e le donne del comitato antifascista) abbandonare il luogo della commerazione... ed in massa, subito dopo aver ascoltato il rappresentante dei familiari delle vittime.
    In ogni caso, non capisco nè come nè perchè la giustizia debba arrivare a certi garantismi, quando ci sono state tante famiglie (anche prima della strage della stazione di Bologna) che hanno dovuto piangere i loro cari.
    Questo, "ringraziando" i neofascisti dei Nar.
    Prevale un concetto buonista che ignora la giustizia, quando (se non erro e non credo d'errare) perfino il sacramento della confessione impone non solo un generico "pentimento" ma anche la RIPARAZIONE. Riparazione che nel caso dei vari terroristi, Fioravanti e Mambro in primis (senza dimenticare certo gli altri, anche brigatisti) non si è mai vista nè sospettata.
    La riparazione in questione, aplicata alla giustizia laica, potrebbe/dovrebbe consistere nel fare i NOMI dei mandanti e nel chiedere realmente scusa per quel massacro.
    Ma dopo aver scontato parecchi anni di reclusione.
    Ed in condizioni... carcerarie, non dorate.
    Tutti noi, poi, dovremmo ristudiarla, la storia di questo nostro martoriato Paese.
    E non stancarci mai di chiedere giustizia e leggi e regole che tutelino il debole e la vittima, perchè come diceva Platone nella "Repubblica", perfino tra i ladri esistono delle regole...
    A presto!

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  15. Più che giusta commemorazione.
    ... le stragi sono sempre un'infinita vergogna..
    Un abbraccio Ricardo.

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  16. rif. guernica
    ... un'infinita vergogna le stragi... ed un'infinita fonte di rinnovato dolore il loro ricordo, per gli amici ed i familiari delle vittime.
    Una abbraccioa a te, Guern'

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  17. I ragazzi/e nei commenti hanno già toccato in maniera chiara tutte le sfaccettature legate alla Strage.
    Aggiungo solo una cosa: sono fiera della mia città che ha fischiato le parole ricche di ipocrisia di Bondi.

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  18. Ciao Riccardo.
    Ricordo perfettamente quel tristissimo giorno.
    Avevo appena terminato con la maturità classica ed ero sulla nave, diurna, che mi portava a Genova e da qua in macchina a Parigi per una vacanza. Ricordo le immagini alla tv, il dolore profondo, lo strazio, la rabbia e il senso di impotenza.

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  19. rif. la mente persa
    Sui fischi la penso (ma non per una questione di galateo) come ho scritto nella mia risposta ad A. Perrone.
    Ma questi sono dettagli, l’essenziale è che siamo d’accordo sul nocciolo della questione.
    Inoltre, è fondamentale constatare che non ci siamo dimenticati della Strage; del resto, se lo facessimo saremmo delle bestie!
    Penso inoltre che dobbiamo continuare, tutte/i a parlare di questi temi e del passato del nostro Paese, cercare insomma di districare i nodi dell’oblio (scusa l’espressione romanticoide) che stanno strangolando il nostro futuro.
    E chiediamoci come fa il Saltatempo di Benni (cap.7, p.243 nell’ed. “economica” Feltrinelli): “Dove siete finiti, tutti voi che c’eravate quel giorno? Pensai. Lo rifareste? Eravate diversi, ci credevate in un altro modo (…)?”
    Saltatempo si trova ad una manifestazione per la strage di Piazza Fontana, ma quegli interrogativi possono valere anche per noi, oggi.
    E’ basilare chiederci se ci sia un legame tra il nostro passato ed il nostro futuro, per far sì che un giorno (come diceva Brecht) l’uomo sia “amico dell’uomo.”
    Ciao!

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  20. rif. melania07
    Bentornata, Melania!
    Diedi la maturità classica l'anno dopo ma ricordo anch'io che cosa facevo, quando seppi dell'attentato...
    Solo, andavo al mare a S. Margherita di Pula, a circa 40 km da Cagliari.
    Ma ricordo bene (nè potrò mai scordarle) le sensazioni che tu citi così bene.
    E la luce, bianca ed afosa sulla strada, quasi "simbolo" di quell'orrenda esplosione.

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  21. ero li quel giorno.
    la cosa la ricordo anche con gli occhi della bimba che ero.
    ero in quella citta` dilaniata.
    me ne ero andata prima in effetti, ma ero li perche` la mia mamma ci era restata.
    ricordo cose confuse. ricordo mia madre che piangeva.
    avevo 7 anni, quasi sette in effetti, ero sveglia e ne ebbi paura.
    (vado in vacanza, ric, ti lascio i miei saluti)

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  22. non c'ero.. sono troppo giovane.. eppure queste vicende mi lasciano una tristezza indescrivibile..

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  23. rif. emma
    La tua testimonianza, così toccante conferma quello che ho sempre pensato…
    Il bene ed il male, quando superano anzi rompono qualsiasi schema, si prolungano nello spazio, nel tempo ed inoltre nell’interiorità e nella memoria delle persone.
    Il grandissimo bene ed il grandissimo male non finiscono, ad un dato momento. E lasciano conseguenze.
    Purtroppo, nella storia d’Italia sono stati più numerosi gli eventi negativi…
    Lo sconvolgimento prodotto dal bene è ovviamente benefico.
    Comunque, siamo tutti chiamati alla costruzione appunto del bene, in particolare a quello comune e sociale.
    La storia, come diceva Gramsci non tollera indifferenze e lui, addirittura “odiava” gli indifferenti.
    Buone vacanze anche a te, Emma!

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  24. rif. alessandro
    Il fatto che tragedie come quella di Bologna ti rendano così triste, Alessandro, è in effetti positivo.
    Tanti, troppi, infatti, di fronte a certi orrori provano noia o al massimo rassegnazione.
    Mai perdere però la capacità di provare, riflettendo su un’ immane Strage come quella del 2 agosto 1980, "un'indescrivibile tristezza.
    Sono davvero convinto che tu non perdi quella capacità e non la perderai.
    Ciao!

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