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sabato 19 settembre 2015

La mania del tempo (2/a parte)*


Bene, ho iniziato a trattare questo argomento parlando della mania del tempo, così ora vorrei esaminare l'esatto significato del termine “mania” in Platone.
Per lui, “i maggiori beni ci sono largiti per mezzo d'una follia”, (mania) che è un dono divino.”1
Platone ritiene inoltre che una forma di follia sia ispirata dalle Muse e che come tale conduca gli esseri umani alla creazione artistica.
“E colui che senza un siffatto furore picchia alla porta delle Muse, persuaso che basti l'arte a renderlo poeta, non conseguirà l'intento, e la poesia di chi ragiona sarà eclissata da quella di chi delira.”2
Come sappiamo, l'idea di un legame tra arte e follia sarà tipica dell'arte romantica e forse, non solo di quella. Oggigiorno, essa è diventata pressoché un luogo comune (esemplificato dal detto “genio e sregolatezza”) e non di rado, questo genere di arte riproduce stancamente forme ed atteggiamenti prevedibili e stereotipati.
Comunque, per Platone sia la profezia religiosa sia la stessa “indagine sul futuro”3, hanno come elemento comune la follia. La mantica o arte della divinazione, la previsione cioè di eventi futuri, che avviene attraverso l'interpretazione di elementi animali, vegetali, climatici ecc. ecc., necessita della follia (non in senso evidentemente clinico o psichiatrico) come di qualcosa che supera la semplice evidenza ed il mero presente.
Questo superamento ci pone di fronte a ciò che non è ancora, ci spalanca tutto un insieme non solo di possibilità ma di futuri e concreti eventi. Del resto, rivolgere il proprio sguardo a ciò che non è ancora avvenuto può risultare folle, ma solo se vogliamo fossilizzarci sul nostro orizzonte immediato e non sui suoi possibili sviluppi.
E' il caso questo dell'utopia, che si presenta come un progetto (per es. di trasformazione politica, economica, culturale, morale ecc.), che come tale non può certo consistere in una meccanica ripetizione del presente o del passato.






Note*


* Ho pubblicato la 1/a parte il 23/08/2015
1 Platone, Fedro, Bit, Milano, 1998, xxii, p.56.
2 Platone, Fedro, op. cit., xxii, p.56. I corsivi sono miei.
3 Id., op. cit., xxii, pp.56-57. Il corsivo è mio.




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