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martedì 5 agosto 2008

Michelle Shocked, una donna per niente shockata



In realtà Michelle Shocked si chiama Karen Michelle Johnston. Il suo è 1 nome d’arte e deriva dall’espressione shell shocked, usata per i reduci che soffrono di sindrome da stress post-bellico. Ma io penso che quel nome contenga anche 1 riferimento autobiografico: all’età di 22 anni, la madre la fece internare in manicomio. Non conosco i motivi ma posso immaginarli… Michelle era una bella ragazza e taglio alla mohicana, piercing, amore per il rock ed altre “passioncelle”, politica inclusa, non dovevano accordarsi troppo con la morale dell’austera signora.
Comunque, tutta la vita della brava Michelle si identifica con quelli che possono sembrare gli stereotipi d’arte e rock: laceranti incomprensioni in famiglia, anticonformismo, grane con la polizia, amori distrutti, costruzioni di mondi e parole attraverso la fantasia… lei ha una laurea in letteratura… e viaggi. La signora ha girato gli USA, l’Europa, forse anche il Messico ecc.
In lei è notevole la capacità di padroneggiare vari stili musicali: un lp come Captain Swing fonde armoniosamente rock, blues, rockabilly, jazz, country ed appunto swing, il tutto reinterpretato secondo propri gusti ed esigenze. Michelle, per es., non ama il jazz + sperimentale e “colto”… stile Coltrane, Mingus, Davis ecc.; preferisce il Dixieland. Meno male: quando dicevo io cose del genere, passavo per 1 buzzurro! Ora sono 1 buzzurro in buona compagnia.
Talvolta le storie della Shocked sono autobiografiche, penso a Memories of East Texas: infatti benché lei sia nata a Dallas, che si trova nel nordest dello Stato, molti suoi ricordi (memories) sono legati al Texas orientale.
Memories, contenuta in Short sharp Shocked (precedente a Captain Swing) inizia rievocando le “rotolanti colline di verdi pini/ in primavera ricoperte di narcisi selvatici” ed è una sorta di elegia texana. Il Texas appare e scompare attraverso tanti luoghi cui Michelle accenna in modo pieno d’affetto ed anche di malinconia. Ma vi è anche della rabbia, come quando, riferendosi forse ad una certa ristrettezza mentale di alcune persone, dice: “Guardo indietro e chiedo a me stessa/ perché diavolo hai permesso che distruggessero il tuo spirito?/ Sai, le loro vite correvano in circoli così piccoli.”
Ma le storie cantate dalla Shocked partono dalla sua vita per poi prendere anche altre strade: molte sono romanzate. Del resto, lei ha sempre dichiarato il suo amore per la letteratura.
Nello stesso tempo, Michelle è un’artista che sa mantenere un certo equilibrio tra realtà ed invenzione: sotto questa luce inquadrerei la dichiarazione, che può aver irritato i fans di Dylan, secondo la quale non apprezzerebbe molto l’arte di quest’ultimo perché fa “troppe canzoni non sense.” In seguito lei ha spiegato chiaramente che con questo non intendeva certo denigrare Dylan. Del resto io, da fan di Dylan, devo riconoscere che spesso i versi dell’uomo di Duluth richiedono un arduo lavoro interpretativo.
Concludo ricordando una bella immagine usata da Michelle in If love was a train, contenuto in Short sharp Shocked: “Se l’amore fosse un treno mi butterei sui binari.”

8 commenti:

  1. La canzone che amo di più di Michelle Shocked è ANCHORAGE.
    Grazie per il post, Riccardo.

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  2. ma che bello, a quest'ora, con la canicola fuori e un fresco condizionato dentro, leggerti fa piacere!
    mi ci butto anch'io.

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  3. Ma sono così belle le cose prive di senso - in campo artistico, ovviamente (-:

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  4. Rif. tic
    Grazie a te per la visita, tic.
    In effetti, "Anchorage" piace molto anche a me ma non trascurerei "Graffiti limbo"e "Memories of East Texas." Ciao.

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  5. Rif. emma
    Benissimo, Emma. L'importante è che le "cose" del sottoscritto, intendo quelle che leggi, non ti facciano accaponare la pelle!

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  6. Rif. rip
    Penso che la Shocked indendesse dire che in molte canzoni di Dylan riscontri troppo autocompiacimento, ermetismo ecc.
    Certo, da un punto di vista più generale sono d'accordo: l'arte può evitare d'avere un senso come dire?, logico a tutti i costi.

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  7. E poi credo che Dylan potrebbe dire qualsiasi cosa, e gliela perdoneremmo (-:

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  8. rif. rip
    Condivido, rip. La genialità dell'uomo è tale... Definirei Dylan un talmudista armato di chitarra!

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