Gioia perché si tratta di un libro togu; imbarazzo perché lui è un caro amico e non vorrei sembrare di parte.
Ma il prof. Hans von Objektivus, dell’università di Jena-Magdeburgo mi ha detto: “Lascia ’sti scrupoli a noi vecchi prussiani e studiosi di ferro!”
Ho obbedito. Prestami è un libro che si sviluppa sulla base di un disastroso incidente aereo; sì, perché gli incidenti aerei sono così, disastrosi.
Ma ben presto Gianni, anzi il suo alter-ego Duilio Settembrini compie una sorta di inversione “a u” sul proprio passato…
Dove ci troviamo? Forse a Cagliari. Il modo in cui Duilio descrive il cortile di un certo liceo, il saluto “ciao bestia” tipico di noi (quasi- vecchi) cagliaritani...
Ma i soggiorni ed amori romani del padre di Duilio ed il lessico (che definirei porno-trilussiano) della madre dell’amante di Duilio, fanno pensare che siamo nell’Urbe.
Gianni- Duilio non risolve questa ambiguità, il che è un bene perché nessuno dei 2 è un realista.
Altro bene: per molte delle pagine iniziali incontriamo delle scoppiettanti metafore; poi, con nonchalance, Duilio-Gianni sceglie una narrazione più sobria… ma senza tralasciare un uso incisivo del linguaggio, come quando definisce la particolarissima casa Settembrini “famiglia intermittente.”
Notevole la figura dell’amante di Duilio, Dorotea Lucci; disinibita almeno quanto il balletto del Crazy Horse al gran completo… ma in modo fresco, naturale e del tutto priva di sensi di colpa o del peccato. Lei, insieme a Duilio è la figura più riuscita del libro.
Dorotea aiuterà Duilio oltre che nel loro sesso esplosivo, anche nella ricerca di una sorella di cui aveva sempre ignorato l’esistenza e di una principesca eredità.
Duilio si situa tra Charlot e Keith Richards: oscilla quindi tra il candore ed il cinismo; ma ha un codice che lo guida lungo una strada fatta di ricordi, sogni, improvvisa ricchezza, sexus, disillusioni, viaggi da Londra agli States…
Del libro vanno anche riletti certi capitoli o alcuni flash.
Come per es. come quello in cui Duilio incontra un vicino che: “Non si sa bene per quale motivo, si era convinto che fossi il nipote di un suo lontano parente.”
Gianni sa infatti dipingere dei personaggi kafkiani, ma animati da una vena di sottile umorismo.
Leggetelo, Prestami una vita.
Non solo non ve ne pentirete, ma ve ne… rallegrerete.

