Chi abbia
letto il post Sole messicano e pallone avrà visto che nella
Cagliari di inizio anni '70 esisteva un particolarissimo modo di
calciare il pallone, che consisteva nel calciarlo con la punta del
piede. Questa tecnica, dai più considerata poco ortodossa o meglio,
grezza, squalificava chi tirava appunto di punta o come
dicevamo allora, de puntera.
A Cagliari e
nel suo hinterland durante la confessione il prete non ti chiedeva:
“Hai commesso atti impuri?”, ma: “Hai tirato de puntera?”
Ora, il mio
amico Carlo tirava così... ed aveva un tiro terrificante. Dal
suo piede partivano dei veri e propri missili terra-aria, magari
centrali (pare che col tiro di punta sia difficile centrare
l'angolino) ma comunque molto insidiosi; soprattutto se il
pallone ti beccava in faccia o in altre zone...
Qualche anno
dopo nel libro di Pelè Giocando con Pelè (Società editrice
internazionale, Torino, 1976), lessi che: “Un gol realizzato di
punta vale quanto uno segnato in rovesciata.”
Ma ormai
eravamo tutti al liceo ed a calcio giocavamo con altri. La vecchia
compagnia si era quindi dissolta ed insieme ad essa, anche la
possibilità di dimostrare ai puristi del calcio la nobiltà
(certificata da O' rey, il re, come era chiamato Pelè) del
tiro de puntera.
Comunque io
tiravo soprattutto di piatto, di interno e qualche volta, anche
d'esterno. Inoltre mio padre mi consigliava sempre di “Piazzare
la palla.” Trovava la gran botta noiosa, prevedibile, quasi
volgare; del resto, lui venerava l'Ungheria di Puskas, Kocsis,
Hidegkuti...
Ovviamente,
il pater familias ammirava tantissimo Riva, uomo che a
Cagliari riteniamo in possesso di doti taumaturgiche di poco
inferiori a quelle possedute da S. Efisio.
Chi ricordi il gol segnato
dal grande Gigi contro la Germania Est (Napoli, 1968)... in testa, in tutto, a volo d'angelo, sarà
senz'altro d'accordo con me. Senz'altro!
Del resto,
lui non aveva “solo” dinamite al posto dei piedi né era “solo”
uno che poteva segnare in rovesciata o di testa a volo d'angelo;
basti pensare al gol che segnò contro la Germania Ovest (Città del
Messico, 1970).
Bene, siamo
al 13° minuto del del 1° tempo supplementare, Italia e Germania si
trovano sul 2-2.
Riva riceve palla da Domenghini, con un elegante
dribbling fa fuori Schnellinger quindi tira rasoterra (forse anche
forte ma soprattutto preciso) ed in diagonale... il pur
grande Sepp Maier si lancia in un disperato ma inutile tuffo. E'
gol! Italia 3, Germania 2.
In
quell'occasione Riva sfoderò oltre che la sua solita potenza, anche
un dribbling secco ed insieme sontuoso ed inoltre, un tiro
preciso e tagliente come un rasoio.
Beh, se un
giorno lo incontro gli chiedo che cosa pensi del tiro de puntera.