Bambino di 6 anni o poco più
affrontavo il gelo degli inverni
scrutando il cielo
e disegnando o scrivendo con le
dita
sui vetri della mia finestra.
Bambino che veleggiava verso il
suo futuro da ragazzino
vidi una miniera
che sorgeva tra le agavi ed il
mare,
la vidi soltanto
o ci entrai per visitarla
ma iniziai ad intuire qualcosa.
Cominciai a capire
sentendo la voce stanca ma
appassionata di mio padre
parlarmi di camionette della
polizia
che travolgevano operai e
dimostranti...
mi trovavo sulla strada
che conduceva da quella del
ragazzino che ero
a quella
dell'uomo che sarei diventato.
Per molto tempo le fiamme
dell'Inferno ed il loro terrore
sono state mie fedeli e purtroppo
corrisposte amanti,
molto tempo dopo iniziai a
liberarmene
ma dovevo ancora perfezionarmi
nel mestiere dello spiritual
pompiere!
Il 1973 è stato un bell'anno...
oserei dire felice
ma
non certo nel Cile del maledetto Pinochet!
Il
1977 sulle strade e nelle piazze d'Italia
è
stato di piombo
ma
dentro io mi sentivo di legno.
Il
1789 è stato un grandissimo anno,
ma
so che
bisogna
lavorarci sopra sempre:
deve
essere 1789 tutti i giorni, tutti gli anni.
A
mezzanotte Robespierre mi citofona...
è
un po' alticcio.
Gli
dico:
“Max,
Maximilien, se hai con te delle donne
ricorda
che sono un marito felice.”
Lui,
ridendo:
“E
sei sicuro che lo sia anche tua moglie?”
Ma
quando sale da me
ha
con sé solo tre damigiane di sidro:
niente
mesdames né
mademoiselles, nessuna
chatte, nessuna gatta.
Accendiamo
la tv e scoliamo il sidro,
Max
perde il suo senso dell'umorismo
solo
quando l'Austria Vienna segna un gol
contro
il suo amato Paris St. Germain... ah, putain!
Oggi, 31
dicembre 2014 mi trovo ancora qui,
un professore
& una specie di scrittore
che insegna
stimolanti e preziosissime verità
a ragazzi cui
interessano
quanto un
pezzo di fango secco,
eppure sono
ancora qui
a sognare
tamburi, sax e chitarre nella notte:
con
un'armonica in una mano
un libro in un
piede
ed una
tagliente ma dolcissima penna nell'altra mano.
Aspetto il
nuovo anno
sperando che
porti vita, salute, lavoro, musica,
amore e gioia
e sogni di una
giustizia che non resti
sempre e
soltanto un sogno
ma che diventi
incubo per gli ingiusti,
aspetto il
nuovo anno
sperando che
ci si rimetta in marcia tutti quanti
per costruire
un mondo
che non sia
più un orrendo miscuglio
di caserme,
carceri, manicomi e sacrestie medievali.
Perciò
stappiamo tutti una bella bottiglia
ed alla salute!
Spediamo
l'amarezza ed il dolore sulle lune di Saturno
perché non è
da lunatici
sperare e
lottare per un mondo ed un vivere
un po' meno
immondi...
be', crepi
l'avarizia: per niente immondi!