Risveglio (in 49
Canti degli Indiani, Mondadori, Milano, 1997, pp.32-33) è
un canto dei Nativi (indiani, pellerossa) Algonkin Chippewa.
Il
canto in questione consta d'appena 31 versi... del resto, io penso
che un canto d'amore non
debba essere troppo lungo. Soprattutto non deve essere lungo un
canto, che deve farsi
ascoltare e non può bombardare chi ascolta con una grandinata di
immagini... che possono essere molto belle prese singolarmente, ma
tutte insieme rischiano di infastidire l'ascoltatore.
Risveglio è
invece per me un canto perfetto per misura:
contiene molte immagini e diverse metafore, tutte comunque tra loro
collegate come le perline di una collana: non se ne trova una
di troppo e tutte collaborano o
si collegano nello stesso “progetto”... in quella collana o amore
che dir si voglia.
L'innamorato
invita l'amata a svegliarsi e tra le immagini che mi hanno colpito di
più c'è questa, “cielo che cammina.”
Infatti,
per chi ama, la donna amata è davvero un cielo:
qualcosa cioè che vuole assolutamente raggiungere, una realtà in
cui desidera volare fino a perdersi ed in essa riposare.
E
quel che è ancora più bello, è che questo amante sa che il “cielo”
che ama, cammina... e cammina con lui.
Non si tratta di una bellezza fredda o indifferente, infatti il canto
termina così: “Svegliati, amore, svegliati!”
Quella
donna vive e dorme con lui, è quindi un cielo che gli appartiene,
che divide con l'amato il suo tempo... la sua-loro vita,
insomma; perché l'amore porta ad intendere il tempo dell'uno anche
come tempo dell'altra e viceversa. Una stessa cosa,
insomma.
Risveglio dipinge
più che un fiero guerriero, un uomo innamorato ma anche preda
dell'ansia e della pena d'amore: perché non di rado l'amore è anche
dolore...
Infatti
egli dice: “Quando mi guardi io sono felice
come un fiore che beve
la rugiada”,
ma
dopo alcuni versi aggiunge: “Quando
mi guardi severa
nero
mi si fa il cuore,
come
un fiume abbagliante
che
nubi di pioggia oscurano.”
In
amore l'incostanza o anche i problemi che possono nascere causano
sofferenza e ci sembra che chi amiamo non sia più quella persona
dolce ed a noi vicina, quella persona che col calore del suo cuore
contribuiva a tanta parte della nostra felicità. In quei frangenti
l'amata ci sembra un giudice o comunque una persona fredda, distante,
quasi nemica.
Notate
poi come in Risveglio
si
trovino due “quando”: uno positivo, il momento in cui lo sguardo
dell'amata rende felici; uno negativo, che coincide con la severità
dello
sguardo. Si tratta sempre di sguardi,
ma che appartengono a tempi o a stagioni
diverse
dell'amore... una realtà che non è statica bensì in continua
evoluzione.
“Se
mi sorridi, ecco che torna il sole,
e
sono un'increspatura
disegnata
sul viso dello stagno.”
Infatti
in amore vogliamo anche essere rassicurati, mentre proprio
l'insicurezza e l'oscillazione del sentimento ci fanno soffrire:
questo perché nella persona amata cerchiamo qualcuno che ci salvi
dalla nostra solitudine, dal sentirci insoddisfatti, privi di una
meta, spezzati
dentro,
come sconfitti in partenza.
Così,
l'amore deve avere una base
stabile:
un amore incostante o su cui si debba essere rassicurati di continuo,
be'... aumenta
la
nostra solitudine, il nostro dolore.
Risveglio
racchiude
anche immagini di una sensualità gioiosa, giocosa, animata da un
forte entusiasmo.
Non
vedi il fiotto rosso del mio sangue
correrti
incontro
come
un torrente nel fitto della macchia
in
una notte magica di luna?”
Qui
parlo di sensualità in senso davvero lato:
qui non si descrive solo il desiderio dell'atto sessuale né la sua
attuazione bensì il tormento nel desiderare un'unione con la donna
ad un livello più pieno possibile.
E' come se l'amante dicesse: non vedi che
sono davanti a te con tutto me stesso e
senza nessuna remora né vergogna, non vedi che
ho abbattuto tutte le mie stupide difese, i blocchi, le paure e la
falsa forza?
E riecco il “rosso”, simbolo di vita, quando lui canta:
“Guardami,
guarda
il rosso tamburo del mio cuore.”
In
questo che io intendo come un denudarsi
(ma come visto prima, ciò avviene al livello più
pieno)
solo in questo
può
avvenire un'autentica
unione.
E
per me, il grande merito di Risveglio
consiste nell'aver
descritto tutto questo in modo molto immediato e profondo; il che a
molta poesia d'amore non riesce spesso.
Per
esempio, sull'argomento amore sono molto immediati anche i versi del
blues,
ma è come se il bluesman temesse di risultare mieloso o banale:
allora ecco che punta tutto sulla forza
delle sue immagini...
che beninteso, possono anche dipanarsi sul filo di una certa ironia e
di un “codice” segreto, tutto giocato tra lui e chi ascolta.
Concludo
con questi versi, sempre da Risveglio:
“Ride
la terra, il cielo assieme a lei:
io
non ricordo più come si ride
se
non mi sei vicina.”