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giovedì 30 aprile 2009

Spazio ai Lettori - n° 3 del 2009


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Brani tratti da commenti particolarmente significativi o che si prestano ad ulteriori interventi da parte di coloro i quali vorranno interagire e approfondire i temi trattati. Un click sul titolo dell’articolo Vi condurrà ai testi integrali e Vi consentirà di inserire il Vostro pensiero.


Grazie a tutti Voi.


domenica 22 marzo 2009
La “tomba dimenticata” di Mereu

Elle ha detto...
… non credo si possa riuscire ad anestetizzare i sentimenti, ci si può provare e persino illudersi di riuscirci, ma poi arriva sempre il momento in cui realizzi che così non è….

domenica 29 marzo 2009
Arriverà presto il mio interlocutore immaginario

kinnie51 ha detto...
L'introspezione ogni tanto fa bene, però bisogna trovare il coraggio di uscire e parlare con la gente, anche con chi non si conosce…

venerdì 3 aprile 2009
Una stradina

dailygodot ha detto...
… Maugham diceva che ogni produzione di un artista era il frutto di un'avventura della sua anima...

splendidiquarantenni ha detto...
... Mi è tornata in mente la sensazione di splendido isolamento che solo l'isola di un'isola può darti…

venerdì 10 aprile 2009
Comunque… buona Pasqua

Dani ha detto...
… Ci hanno insegnato fin da bambini che per rinascere bisogna morire….

venerdì 17 aprile 2009
Assaggio di “Mystic river” di C. Eastwood

lozirion ha detto...
… Mystic river è uno di quei film che restano nella mente e nel cuore, anche se a tratti è forse difficile comprendere tutti i significati e tutte le sfaccettature....

mercoledì 22 aprile 2009
Il terremoto: dolore e riflessione. Primo flash

BC. Bruno Carioli ha detto...
Giusto discutere anche sulle tragedie, condizione per poter prevenirne di ulteriori.

euclide ha detto...
… siamo in mano a costruttori dei quali non possiamo valutare il lavoro e che si servono di manodopera spesso clandestina e inesperta che fanno lavorare sulle impalcature senza la minima istruzione in fatto di sicurezza sul lavoro. E se non si riesce a controllare nemmeno questo figuriamoci se è possibile misurare la distanza tra le staffe…

lunedì 27 aprile 2009
“Mystic river” di C. Eastwood (parte prima)

Guernica
ha detto...
... Il miglior interprete è Robbins, senz'altro...Eastwood utilizza molto poco, se non per nulla, effetti speciali.Credo che questa sia una delle forze delle sue pellicole.Essenziali e di qualità…

lunedì 27 aprile 2009

“Mystic river” di C. Eastwood (parte prima)


Mystic river, tratto dall’omonimo romanzo di Dennis Lehane parte dal peggior dramma che dei genitori possano vivere: l’assassinio di un figlio.
Eastwood ha lasciato (con una regia discreta ma sicura) che gli attori dipanassero la vicenda senza condizionarli troppo. La sua è stata una guida, non un un’intrusione; “intrudere” o intrudersi è proprio il termine da lui usato in un’intervista con Charlie Rose.
Ora, inizialmente i sospetti si appuntano su Dave Boyle, interpretato da Tim Robbins: per me, forse il miglior attore del film.
Da bambino Dave è stato rapito ed ha subito per alcuni giorni delle violenze da parte di alcuni uomini, falsamente qualificatisi come poliziotti. Quell’esperienza ha segnato tutta la sua esistenza: a livello psicologico ed anche fisico.
Robbins è infatti straordinario nel recitare curvando il suo corpo, quello di un omone alto 1.95. Sembra che Robbins porti su un fisico massiccio tutto il peso del dolore e della vergogna per l’abuso di cui Dave è stato vittima. Egli si muove in modo goffo, insicuro, il suo viso è sempre contratto, tiene gli occhi a fessura, il modo di parlare è cauto fino alla paranoia.
Ma tutto ciò non gli impedirà di comportarsi in modo davvero violento. Come dice Springsteen in Born in the USA: “Finisci come un cane che è stato picchiato troppo.”
Eastwood ha voluto che il film fosse del tutto privo d’effetti speciali, infatti si basa solo sulla fotografia e sulla recitazione, entrambe di prim’ordine.
La musica non invade, a differenza di certi film che sembrano più che altro dei videoclip.
Mystic è la ricerca dell’assassino di Katie, la figlia di Jimmy Markum, interpretato da un Penn essenziale ed intenso.
Fedele a certi codici della mala (di cui fece parte) Jimmy è pronto a farsi giustizia da sé: perciò entra in conflitto, sia pure non dichiarato col tenente della polizia Sean Devine.
Sean, interpretato da Kevin Bacon, era uno dei suoi vecchi amici d’infanzia, come peraltro Dave.

mercoledì 22 aprile 2009

Il terremoto: dolore e riflessione. Primo flash


Penso che si debba ragionare anche di fronte alle peggiori tragedie. Ora, certo tutti coloro i quali si sono impegnati nell’opera di soccorso alle popolazioni abruzzesi hanno dato prova di grande abnegazione, di forte spirito di sacrificio.
Risulterebbe però che sull’opera di prevenzione (non su quella di previsione assoluta del terremoto, certo impossibile) ci sarebbe da discutere.
Certo, tutto ciò che è umano è soggetto ad errore, niente e nessuno possono essere perfetti. Ma nessuno chiede la perfezione. Si può però chiedere che ciò che è soggetto ad errore possa essere almeno migliorato.
Così prendo come bussola questa norma di ragionamento: il nostro Paese ed il mondo hanno subito tante tragedie; ma le persone non hanno mai rinunciato al loro diritto di ragionare su quelle tragedie e sulle loro cause, in modo da evitare il loro ripetersi.
Ciò vale per disgrazie umane (guerre, terrorismo, crisi economiche) che per quelle naturali, che se non trovano le loro cause direttamente nell’uomo, possono però trovare colpevoli complicità nelle sue approssimazioni, sottovalutazioni, carenza di misure preventive eccetera.
Perciò condivido senz’altro le parole del presidente Napolitano che il 18, in un incontro con le Famiglie Francescane ha dichiarato come non si possa ritenere che “alla gravità del danno”, e del “dolore umano”, non abbiano contribuito “anche questi comportamenti: sprezzo delle regole, disprezzo dell’interesse generale e dell’interesse dei cittadini.”
L’idea infatti che regole, norme ecc. siano un fastidioso ostacolo e che senza di esse tutto sarebbe più efficiente e funzionale, si rivela quindi un tragico errore. Del resto, per l’architetto Ugo Tonietti, docente di scienze delle costruzioni a Firenze: “Ora si parla molto della nuova legge antisismica ma quella che c’era prima, se rispettata, avrebbe salvato tutte le vite umane dell’Aquila” (Left. Avvenimenti, 17/04/09, p.24).
Tonietti specifica che tra le prime cose che un semplice studente di architettura ed ingegneria legge nei suoi libri, “quando studia il cemento armato”, è che “non si deve utilizzare la sabbia di mare perché contiene sali che corrodono il ferro che arrugginisce e che quindi fa sbalzare quella parte piccola di cemento che sta sopra il ferro, portando al collasso” (Left, cit.).
All’Aquila, quindi, nel costruire c’è stato chi non ha osservato semplici norme di base. Ignoranza o malafede? Sarebbe gravissimo uno qualsiasi di questi casi.
Per il Tonietti altro grave errore è dato dal non osservare la giusta distanza nella disposizione delle “staffe”, quelle “fasciature orizzontali che fanno in modo che i ferri non escano dalla loro verticalità. Ebbene, la legge dice che devono essere messe ogni 25 cm e invece uno magari le mette a 50, oppure a un metro. Insomma, i crolli si verificano perché non si rispettano le leggi.” (Left, cit.)
Il Tonietti afferma che esistono norme precisissime e facilmente consultabili, quindi non si può parlare d’”errore umano involontario”, bensì di “negligenza, superficialità.” (Left, cit.). Il che, aggiungo io, è moralmente e penso anche penalmente, gravissimo.

venerdì 17 aprile 2009

Assaggio di “Mystic river” di C. Eastwood


Mystic river è uno dei film più belli che abbia mai visto; ma per la sua complessità, meriterebbe parecchi post.
Nel prossimo post che troverete nell’etichetta cinema ne comparirà uno in cui esplorerò il film in generale, ma cercando di collegare tra loro i vari elementi di quello che io considero un capolavoro.
Definizione del tutto mia di capolavoro (cinematografico): opera che si impone su tantissime altre per forza evocativa della storia, di intimo collegamento tra le immagini, recitazione realistica ed intensa da parte di attori ed attrici, sobrietà ma non rozzezza nella direzione del regista, presenza forte ed insieme discreta della musica.
Mystic river ha come principale protagonista il solito, “mostruoso” Sean Penn. Detto questo, aggiungo però che io considero miglior attore Tim Robbins.
Comunque il film fonde tra loro elementi come la pedofilia, l’amicizia nel vecchio quartiere, l’amore, il tradimento (presunto o reale) dell’amore e dell’amicizia, il problema del conflitto tra la giustizia ed i codici della malavita e/o del clan, il rapporto uomo-donna all’interno del matrimonio e la sopravvivenza di vecchi demoni.
Il risultato di tutto questo è Mystic river, un film che secondo me vale la pena di vedere. Assolutamente.

venerdì 10 aprile 2009

Comunque… buona Pasqua




Auguri di buona Pasqua a tutte le persone: uomini e donne,
giovani, vecchi e bambini.
A chi ha un lavoro.
A chi il lavoro l’ha perso
o può perderlo.
A chi sta bene, a chi sta male.
A chi è in crisi.
A chi da quella crisi è uscito ma teme
di risprofondarvi.
A chi ha un amore.
A chi un amore non ha.
A chi ha perso il suo amore,
a chi troverà un altro amore.
Soprattutto,
auguri di buona Pasqua
a tutte le abruzzesi, ad ogni abruzzese…

E poiché si definisce la Pasqua “un passaggio” (si presume verso una nuova vita) spero che chi con eventuali negligenze o inadempienze, volontarie o involontarie possa essersi reso colpevole di qualche lutto, si assuma le sue responsabilità di fronte alla giustizia degli uomini.
Comunque buona Pasqua, anche se mai come quest’anno è così difficile dirlo.

venerdì 3 aprile 2009

Una stradina


Quando a Carloforte, da bambino mi mandavano a fare qualche commissione, al ritorno passavo spesso dietro casa di mia nonna. Non facevo questo per risparmiare del tempo: benché non avessi ancora letto il Diario d’Irlanda di Boll, sapevo che quando Dio creò il tempo, “ne creò abbastanza.”
Non sceglievo quell’itinerario neanche perché dietro la magione dell’anziana donna si nascondessero tesori di pirati oppure architettonici. Carloforte è sempre stata una graziosa cittadina, un angolo di Liguria trapiantato dalla storia in Sardegna ma privo di veri tesori.
Però avevo scoperto una stradina stretta tra due file di palazzi, larga al massimo 2 metri… era poco più di un corridoio. In quella strada (o strettoia?) c’era un panificio. Di mattina presto l’aroma del pane caldo era meraviglioso e rimbalzava da un muro all’altro. E mi piaceva percorrere quella stradina proprio perché era così stretta e quasi nascosta.
Penso che la letteratura (e la sua funzione) sia molto simile a quella specie di corridoio: passare dove non passa nessuno, prendere vie strette e che in apparenza possono far perdere del tempo, entrare in budelli che sembrano assurdi, esplorare… vicoli ciechi.
Sopra di noi mura altissime, mura da un lato e dall’altro, voci che dalla piazza arrivano attutite mentre quelle provenienti dalle case ci assordano. Stretti dallo spazio e dal tempo, impossibilitati a comunicare, assediati da voci che sono rumori… è la vita nostra e degli altri ed è anche la letteratura.
Ma scegliamo d’entrare in quel caos per capirlo e per cercare d’esplorare tutte le possibilità ed i sentimenti che la logica non può afferrare, legata com’è ai meccanismi dell’evidenza e del principio di non-contraddizione.
E questo compito è arduo anche per la filosofia, perché perfino la filosofia più “folle” è tenuta alla dimostrazione.
La letteratura no, lei può inoltrarsi in qualsiasi vicolo e trovare vie di fuga anche dove pare che vi siano solo mura, voragini e tagliole. Con lei possiamo far marameo allo spazio ed al tempo, entrare nella mente di Gilles de Rais (Barbablù), nelle giornate di Jack lo squartatore e nella grande e tragica storia d’amore di Eloisa ed Abelardo.
La via è stretta, certo; ma dice bene Santucci in Come se: “La fantasia, Klaus, ricordare, profetare, capovolgere, scappar di trappola. E’ questa la redenzione.”
In ogni caso i romanzi e le poesie sono degli sguardi che vanno in molte direzioni e raggiungono molti tempi, cambiano strada, prendono strane scorciatoie, suonano spartiti pieni di note mai inventate ma non per questo inesistenti.