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lunedì 26 gennaio 2009

Cronaca di dieci straordinari secondi


Uomo a metà tra i suoi anni più verdi
ed altri che vanno verso la cenere,
stamattina attraversavo una strada invasa dal sole
marciando sotto un vento gelido
sconosciuto a questa città di sole.
Attraversavo la strada in una domenica mattina
e quel sole ha scacciato il vento…
almeno per un po’.
Sì, perché la luce mi ha riportato più forte
il ricordo di te…
il tuo,
malinconico e disincantato maestro.
Sai, ormai sono anch’io padre,
ma un padre probabilmente ridicolo…
un uomo che parla con voce da niente
o da quasi niente
che però ride quando vorrebbe piangere
e non piange per non ridere con voce falsa:
almeno questo io, imperfetto allievo, ho imparato da te.
Conosco la differenza tra il sangue e l’inchiostro
ed il valore d’entrambi…
un altro tuo insegnamento.
Non so, davvero non so
sotto quali altri venti dovrò marciare,
non so
se i raggi del sole saranno di fuoco
o di un inutile ghiaccio
nato dal mio cuore.
Ma sento che un giorno
in cui il vento agiterà mulinelli di polvere
tra le nuvole e nel sole,
noi ci rivedremo
e sì, da qualche parte
che ignora lo spazio ed il tempo
risentiremo le note di Nini Rosso
o di Morricone
e ci saranno due posti in platea,
uno spettacolo che inizierà in orario
poi un lungo intervallo
per raccontarci
gli ultimi vent’anni.

martedì 20 gennaio 2009

“Gli Esami” (parte quinta)


Negli Esami oltre alla sofferta figura di Guglielmo compare anche (II atto) quella di Bonaria, che si caratterizza per maggior sofferenza e per un’autoironica ed amara consapevolezza delle proprie origini. Infatti nel corso di un vero e proprio scontro con Gigliola le rivela che temendo di non saper scrivere “tanto bene”, inviava a Guglielmo delle cartoline “con una sola parola Coremio, tutt’attaccato e lui, per non mortificarmi, mi rispondeva la stessa cosa.”
Questa sola parola d’amore, che affidava quasi con vergogna ad un mezzo di comunicazione a lei tanto estraneo come la scrittura, sarà da Bonaria ripetuta anche quando subirà schiaffi, insulti e maledizioni da Gigliola, la “brava” moglie e madre di famiglia.
Bonaria è la sola figura di donna degna di questo nome: dal suo amore per Guglielmo non ha mai cercato né cercherà (come insinua perfidamente Gigliola) di trarre dei vantaggi… economici, sociali o di qualsiasi altro tipo. Per Guglielmo lei ha affrontato il malanimo ed i pregiudizi della gente. Lei, “la profumiera”, come sarà etichettata da uno dei figli di Speranza, ha amato un uomo che le era di molto superiore per cultura e classe sociale.
Ma in lui Bonaria amò l’uomo, non l’affermato professionista, lo studioso o il benestante; del resto è così che si ama e questo, Gigliola non può capirlo.
Ma nella coscienza di Bonaria una cosa era chiara: quando si ama tutti i concetti di “decoro”, convenienza ecc. non hanno alcuna validità. Pur senza aver mai letto Nietzche, lei sapeva che ciò che si fa per amore lo si fa sempre al di là del bene e del male. Poi, il sentimento che li legava non li conduceva certo a commettere dei reati.
Ora, sotto il peso dell’opinione pubblica decisero di lasciarsi. “Ma non perché ci siamo scocciati l’uno dell’altra: ci siamo messi paura della moglie, dei figli… abbiamo avuto paura della gente. La gente fa paura. Ci hanno messo sotto inchiesta, a me e a quel povero Guglielmo. ” E li vedevano anche quando non andavano da nessuna parte.
Così lei chiese di farsi “trasferire alla succursale di Milano”; avrebbe lasciato Gugliè ed anche Napoli, la sua città e tutti gli amici ed i parenti. Per Bonaria, infatti, il prolungarsi del loro amore poteva significare la “rovina” professionale di lui.
Ai colti ma sarcastici riferimenti di Gigliola (la Dama delle Camelie, Giulietta e Romeo) replica: “Signò, voi siete istruita, io no. Io sono figlia di portinaia: mammà fa la guardiaporte. Mio padre non l’ho mai conosciuto. Tutti questi nomi… Alfredo e Violetta, Giulietta e Romeo…non mi dicono proprio niente.”

giovedì 15 gennaio 2009

Spazio ai lettori - n° 1 del 2009


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Brani tratti da commenti particolarmente significativi o che si prestano ad ulteriori interventi da parte di coloro i quali vorranno interagire e approfondire i temi trattati. Un click sul titolo dell’articolo Vi condurrà ai testi integrali e Vi consentirà di inserire il Vostro pensiero.

Grazie a tutti Voi


martedì 16 dicembre 2008
Come Charlot col cagnolino

confini diversi ha detto...
…. sapere ascoltare è una grande qualità, spesso fonte di involontario altruismo. A volte qualcuno se ne approfitta un po'...ma credo sia normale. Sono convinto che nella società attuale, così portata all'individulismo, chi sa ascoltare, respira molti più malumori che gioie.

sabato 20 dicembre 2008
La mia, personalissima, hit parade

Miriam ha detto...
La fretta , la calma, gli altri, noi...le corse, gli affanni e ancora la fretta, sempre lì come un fantasma in agguato, dietro ogni angolo della nostra vita!Penso che la maggior parte delle persone non ami la fretta ma davvero diventa un argomento di difficile interpretazione...

venerdì 2 gennaio 2009
Comunicare “via” blog

euclide ha detto...
Questa cosa della comunicazione a distanza tra blogger è la cosa che mi piace di più dell'avere un blog. Molti questa cosa non la capiscono anche perché pensano che il blog sostituisca completamente la comunicazione di tipo fisico. Invece no, è una cosa in più.

l’altra effe ha detto...
… Ma sul blog si comunica anche con una poesia..un pensiero alla finestra mentre piove..un copiato da un romanzo che si è letto, ecc..Insomma il blog è una parte di "io-sul-web" con cui esternare ed accogliere contenuti (propri e di altri) e dunque una forma aggiuntiva, si, come ha detto qualcun altro, di comunicazione, giammai sostitutiva.

Elle ha detto...
.. Personalmente non credo che il blog sia il surrogato di niente, bensì qualcosa in più che si ha voglia di condividere e tutta la tecnologia di cui oggi possiamo disporre è anche un'ottima opportunità per accorciare distanze e per ritrovarsi più velocemente e facilmente con chi ci è affine in pensieri ed intenti.
Ad ognuno di noi scegliere la via che preferisce: il blog è una di queste, senza nulla togliere agli altri mezzi, ognuno sceglierà in base alle proprie attitudini ed ai propri desideri.

Aldo Balducci ha detto...
…. il contatto umano, il coltivare un'amicizia richiede un investimento di energie che viene comodamente bypassato utilizzando la comunicazione via Web. Questa che dovrebbe essere integrativa o estensiva della comunicazione personale diventa o per pigrizia innata o acquisita oppure per incapacità di interrelazione personale, la forma primaria di comunicazione...

alessandro perrone ha detto...
… Il Blog è uno strumento, come tale deve essere usato, senza idealizzarlo, ma nello stesso tempo senza demonizzarlo. Mi pare che mai come oggi ci sia stata la possibilità di conoscere e confrontarsi…

venerdì 9 gennaio 2009

Riprendere il filo con Eduardo


Come osservò tempo fa e col consueto garbo Euclide (la blogger, non il matematico nato attorno al 365 a. C.) in questo blog esistono molte “puntate.”
In effetti, talvolta su certi argomenti ho scritto dei post che hanno richiesto, data la loro complessità e/o mia incapacità ad esaurirli in breve, una serie di nuovi post.
Le puntate, per riprendere il termine usato dall’unica matematica-umanista di mia conoscenza, mi permettono di approfondire gli argomenti in questione; ma forse possono risultare pesanti a chi voglia arrivare al loro nocciolo senza aspettare i miei, temo biblici, tempi.
Così, per il 2009 faccio il proposito di “chiudere” quel che posso in tempi ragionevoli: diciamo 2-3 mesi.
Per il resto, penso che scrivere… a puntate sia una sorta di autoesame. Sì, perché questo mi permette di sviluppare determinati argomenti ed inoltre di controllare che cosa ho continuato a pensare di essi nel corso anche di parecchi mesi. D'altronde, se gli esami non finiscono mai, quello più severo è quello a cui sottoponiamo noi stessi.
Perché se gli esami cui ci sottopongono gli altri potrebbero anche finire, finchè noi duriamo, il processo autoesaminativo che ci infliggiamo (spesso anche ingenerosamente) ebbene, quello non finirà mai. Naturalmente bisogna vedere se in noi esistano la volontà, la costanza, l’intelligenza per condurre tale operazione e per trarne frutto. Conoscendomi, ne dubito.
Comunque, riprendere il filo con Eduardo è anche un modo per riprenderlo con me stesso o almeno, col me stesso che riflette su Eduardo.
Una “ghiotta” anticipazione: nel prossimo post su Gli esami non finiscono mai si parlerà d’amore.
In effetti, sto pensando da un po’ a dei post appunto sull’amour; però così riprenderei con la faccenda delle puntate, che dovrei prima o poi chiudere.
Mah, penso che mi limiterò ad esaminare il tema dell’amore negli Esami e poi si vedrà… come sempre.
Complimenti a me stesso per la mia, lucidissima, confusione.

venerdì 2 gennaio 2009

Comunicare “via” blog


Ci sono tanti blogs. Penso che il motivo della loro esistenza sia evidente: rispondono ad una forte esigenza di comunicazione che spesso rimane insoddisfatta.
Certo, i blog non possono sostituire la comunicazione ed il contatto di tipo fisico, ma essi abbattono le distanze e permettono (almeno in teoria) di lanciare un ponte con persone… di tutto il mondo, perché no?
Qualche mese ho cercato di inviare un commento ad una pittrice franco-canadese; non ci sono riuscito perché ho sbagliato qualcosa, ma ora ho capito quale fosse il mio errore e mentre scrivevo il commento, analizzavo il mio francese. Tuttavia, anche se non dovessi ritrovare l’indirizzo della pittrice, continuerò a spolverare la lingua di Villon.
Quand’ero un 16-17enne di speranze più o meno belle, spesso la comunicazione avveniva durante i concerti, rock e/o dei cantautori. Talvolta in quella cornice nascevano amicizie ed anche amori. Erano tempi che ricordo con simpatia e spero che loro si ricordino di me nello stesso modo.
Ora molte persone sono piuttosto scontrose e diffidenti, non solo ai concerti ma penso che a volte tastiera e mouse aiutino a superare tutto questo. Il “semplice” fatto che con un click si possa dialogare con persone che vivono a centinaia di km dalla tua città non è un fatto da sottovalutare.
Come diceva Kant, non conta che uno abbia delle idee se poi non può comunicarle.
Le idee, dico io benché non sia Kant (e meno male, sennò sarei morto da circa 200 anni) devono circolare; e sulla circolazione, io ed i vigili urbani siamo senz’altro d’accordo.
Beninteso, non idealizzo i blog.
Ma per oggi, sull’argomento basta così… deve esserci ancora dello spumante, da qualche parte, perciò rinnovo a tutti quanti i miei migliori auguri di nuovo anno!