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domenica 30 novembre 2008

Spazio ai Lettori - n° 7 del 2008


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Brani tratti da commenti particolarmente significativi o che si prestano ad ulteriori interventi da parte di coloro i quali vorranno interagire e approfondire i temi trattati. Un click sul titolo dell’articolo Vi condurrà ai testi integrali e Vi consentirà di inserire il Vostro pensiero.

Grazie a tutti Voi


mercoledì 26 novembre 2008
“Un caso pietoso”, di James Joyce

dailygodot ha detto...Colore testo
... Che il timore del binomio isolamento/morte fosse realmente la più grande paura di Joyce?

alessandro perrone ha detto...
A mio parere il sentimentalismo è un arma a doppio taglio, da un lato ottunde l'intelligenza delle persone, ma dall'altro le umanizza.Il sentimentalismo è quindi, materia pericolosa, è come il tritolo, può servire a scavare gallerie, ma anche a far saltare in aria le persone.

Elle ha detto...
Nessuno è in grado di amare veramente l'altro se prima non ama se stesso, un amore che non è autocompiacimento, bensì è spogliarsi da qualsiasi forma di egoismo o possesso in favore dell'altrui libertà.

tic ha detto...
…e vale la pena di imparare a leggere solo per poter leggere DUBLINERS...

kinnie51 ha detto...
… perchè il sentimento è l'unica cosa che dà il senso alla vita senza il quale essa non è che una lenta agonia in attesa del Nulla che ci attende.

lunedì 17 novembre 2008
Fine di pino

Miriam ha detto...
Non voglio apparire ottusa di fronte al problema che riguarda la pericolosità reale di alcuni alberi, ma almeno perchè non si richiede un sopraluogo con una perizia competente, prima di emettere la sentenza di morte per pino e i suoi parenti? Continuando così, finiremo per vivere dentro scatolette di cemento e i giardini condominiali saranno uno spettacolo per gli occhi di grandi e piccini: fiori, piante e alberi saranno di plastica o di qualche ultimo ritrovato all' avanguardia, almeno così non ci sono radici e rami pericolosi, non sporcano i pavimenti di foglie secche, non ci sarà bisogno di pagare il giardiniere e...ciliegina sulla torta: saranno tutte....piante perenni!

alessandro perrone ha detto...
… Certamente è chiaro che sia ormai necessario un nuovo modello di sviluppo, la fine del dissipamento delle risorse naturali e di un arresto al consumismo sfrenato a cui, malgrado la crisi, ancora stiamo assistendo. Nel concetto di decrescita, però, c'è a mio modo di vedere, una sostanziale mancanza di prospettiva, soprattutto riguardo il paradigma su cui dovrebbe basarsi la società futura…

domenica 9 novembre 2008
Riffs, donne ed uragani

alessandro perrone ha detto...
… non è male però, neanche la lettura di un altro "uragano" o meglio di una "femmina uragano" che il Banco del Mutuo Soccorso ha dato nel brano: "750.000 anni fa....l'amore?" dal album Darwin. Roba dell'altro secolo, ma ancora forte.

Elle ha detto...
… tra queste tue righe mi è subito venuta in mente un'altra chitarra "distorta il giusto", di quel distorto che è musica, che più musica non si può!Sto parlando di Jimi Hendrix e la sua Foxy Lady nella quale ritrovo le stesse note graffianti e gli stessi accordi ruvidi di Like a hurricane….

venerdì 31 ottobre 2008
“Una relazione per un’Accademia” di Kafka

dailygodot ha detto...
... come è paradossale il fatto che Raskolnikov si costituisca proprio quando l'ha fatta franca, è assurdo come K. vede e vive la burocrazia! Ancora più paradossale se si pensa, che in effetti sono molto realistici!

venerdì 24 ottobre 2008
Cose che ho sognato

Dolores ha detto...
.. E' più facile accettare i propri fallimenti sull'onda di un populismo 'alla rovescia'. E' più comodo cavalcarlo sull'onda di opinioni e pregiudizi piuttosto che usare il cervello per analizzare fatti in base alla realtà…

Nicola Andrucci ha detto...
… In Italia il revisionismo non è mai finito e ora vorrebbero fare passare che il fascismo non sia stato poi così male, i veri delinquenti sarebbero stati i Partigiani. Ecco, in un'Italia così io non voglio più svegliarmi!

euclide ha detto...
… Evidentemente hai sognato ad occhi aperti oppure non hai dormito affatto preso da incubi per aver letto il giornale e il testo di una nuova legge....

mercoledì 15 ottobre 2008
Guardare e camminare

l'altra effe ha detto...
.. Dici che il dolore si attacca e così facendo trattiene il tempo..Non ci avevo mai pensato. Però è vero, il dolore è la prova tangibile di qualcosa che è già accaduto e ci ha fatto male, mentre la gioia può essere anche desderio e attesa, dunque futuro..

Elle ha detto...
.. una giornata brutta pesa sul piatto della bilancia mille volte di più di una buona, una delusione rimane molto molto più a lungo rispetto ad un evento piacevole, l'eco di un'offesa risuona per molto tempo rispetto ad un complimento ricevuto…

Isabella ha detto...
… Nel nostro cammino l'importante è non perdere sè stessi. Sembrerò cinica, ma a volte anche essere coerenti nell'errore è sintomo di serietà ….

mercoledì 26 novembre 2008

“Un caso pietoso”, di James Joyce


Spesso sui giornali, alla radio, alla tv o su internet ci imbattiamo in un titolo come questo, che Joyce utilizzò per uno dei racconti di “Gente di Dublino.”
Il protagonista del racconto, James Duffy, è un uomo soddisfatto del suo lavoro e della sua vita… benché sia solo un cassiere di banca. Mangia e beve con moderazione, è un uomo di buone letture ed ogni tanto scrive qualcosa. Non è schiavo di particolari convinzioni o… convenzioni, passeggia in una solitudine priva sia di rimpianti sia di grandi sogni.
Una sera conosce una donna sposata, Mary Sinico e tra loro nasce una bella amicizia, fatta di confidenze, scambi di idee, passeggiate e che si mantiene su un piano platonico. Forse Mary idealizzava James, che infatti pensò che agli occhi di lei doveva “essere assurto a statura di angelo.” Ma un giorno in cui Mary gli concesse un gesto d’affetto, lui provò sorpresa e delusione, tanto da troncare con lei ogni rapporto.
Passano 4 anni, nel corso dei quali l’uomo continua a coltivare generiche velleità artistiche e filosofiche, sempre soddisfatto della sua routine. Ma una sera legge sul giornale della “Morte di una signora a Sydney Parade. Un caso pietoso.”
Si trattava di Mary, che nell’attraversare i binari era stata travolta da un treno. Da una testimonianza resa dalla figlia, risulta che negli ultimi tempi lei fosse ormai dedita all’alcol. James prova disgusto, così come prova disgusto al pensiero che “una volta aveva parlato con quella donna di cose che per lui erano sacre.” Arriva a considerarla uno di quei “rottami umani.”
Io trovo la freddezza di James, odiosa. Ma lui, assolutamente no: per lui è logica, segno di determinazione, di idee chiare, di totale rifiuto del sentimentalismo. Però ripercorrendo gli stessi viali in cui avevano passeggiato, comincia a provare disagio ed a percepire la presenza, quasi fisica, di Mary.
Improvvisamente il cuore di James è attraversato da una lacerante domanda, piena di rimorso; egli si chiede perché l’avesse “condannata a morte.” James è ormai consapevole del fatto che: “Un solo essere umano gli aveva mostrato un po’ d’amore e lui le aveva negato vita e felicità; l’aveva condannata all’ignominia, a una morte vergognosa.”
Ora James capisce come la mancanza d’amore, l’incapacità o la freddezza nel dare e nel riceverlo abbiano effetti devastanti sulla vita delle persone.
Lui sperimenta il Nulla, il buio che progressivamente invade e soffoca chi si sia sottratto all’amore… in nome di un feroce egoismo. Forse questa è un’anticipazione dell’Inferno: la totale lontananza dagli altri, fino a quando scompare perfino l’illusione delle presenza di una persona che una volta ci aveva amato.
Ora James: “Sentì d’essere solo.” E non si trattava più di una solitudine scelta, voluta; adesso quella solitudine era una condanna, fino alla sua morte. Fino al momento in cui nessuno si sarebbe ricordato di uno come lui. Mai più.

lunedì 17 novembre 2008

Fine di pino


2 o 3 settimane fa, i condomini del palazzo di fronte al “mio” hanno deciso di eliminare uno dei “loro” alberi. A me ed alla donna che incredibilmente mi sopporta, è dispiaciuto molto: l’albero era grande, bello e frondoso oltre ogni dire.
Non nego che i sunnominati condomini avessero le loro ragioni: per esempio, su quell’albero si davano convegno stormi & stormi di cornacchie.
E diciamo la verità, il canto di quelle bestiacce è piacevole quanto una ninnananna eseguita alla chitarra elettrica da uno scimpanzé. Perciò, niente da dire.
Ma in seguito all’abbattimento dell’albero ho sentito voci… discutibili: che per es. sull’albero i topi avessero costruito non solo dei nidi, ma degli autentici quartieri… con tanto di impianti di illuminazione, terme, centri commerciali, svincoli ferroviari, depositi merci ed assi mediani di scorrimento.
Fortunatamente, qualcuno si è premurato di smentire tali farneticazioni.
Si è così parlato, in modo senz’altro più realistico, di radici giganti che da quel palazzo raggiungevano l’anfiteatro romano, per (durante il tragitto) sollevare il castello di S. Michele e dondolarlo come uno jo-jo.
A me ed a mia moglie, che per i primi 6 anni di ménage abbiamo abitato in un quartiere pieno di officine, questo “realismo” non ha detto granché; quell’albero giustiziato ci ha tolto la sensazione di vivere in campagna.
Ora, quando scrivo (come sempre in cucina) dalla finestra vedo qualche chiesa, case non finite, il campo dietro al quale vado a correre, il cimitero, strade e scorci di montagne.
Un po’ mi sto abituando al nuovo panorama. Ma solo un po’… e non so se mi piacerà.
I gent.mi sig.ri condomini avranno avuto le loro ragioni, per assassinare quell’albero; non discuto.
Ma non sarebbe stato possibile venire incontro alle loro ragioni senza stroncare l’albero?
Chissà.

domenica 9 novembre 2008

Riffs, donne ed uragani


Ci sono dei rock che secondo me si segnalano per una particolarità: il riff. A me, ma forse anche ad altri alcuni pezzi continuano a rimanere in mente come un’ossessione proprio per quei pochi accordi (di solito, di chitarra) che “aprono” e riprendono il pezzo, in un certo senso cucendolo.
Anche per questo in me ci sarà sempre posto per “Layla” di Clapton, “Satisfaction” degli Stones, “Proud Mary” dei Creedence, “Adam raised a Cain” di Springsteen, “Johnny B. Goode” e “Roll over Beethoven” di Chuck Berry, “How I wish” di Keith Richards con gli X Pensive Winos… e poche altre.
Oggi voglio parlarvi di “Like a hurricane” di Neil Young.
Si tratta di un pezzo che comincia con una chitarra distorta ma distorta il giusto: il distorsore non è la via per la terra promessa. A quel punto, tanto varrebbe amplificare un trapano. Ma “Like a hurricane” si presenta con quei 2-3 accordi iniziali, certo distorti ma non esagerati.
Poi il brano lievita: come una tromba d’aria che giri su sé stessa fino ad attirare a sé tutto quel che trova, ma che poi si stacca sempre più da terra… volteggiando sul disastro… e contemplandolo con un crudele sorriso.
Le note sparate dalla chitarra di Young spazzano l’aria come brevi ma micidiali raffiche di mitra. Ascolto “Like a hurricane” e capisco che cosa intendeva Townshend quando diceva: “Il rock non ti fa dimenticare i tuoi problemi, ti fa ballare sulla tua tomba.”
Il protagonista pensa d’aver visto una donna “in a crowed hazy bar”, in un affollato bar fumoso; è colpito dai suoi “occhi bruni che volgono al fuoco”. Per lui, lei è ”come un uragano”; lui vuole amarla ma sente che sta per essere “blown away”, spazzato via.
Il pensiero corre a tanti bar e locali, fuori piove forte e tira vento, qualcuno è stanco, amaro e stracciato, aveva 20 anni e forse è invecchiato male o invano, ma le note della chitarra incalzano per ricordare quella (forse illusoria) sensazione di conforto che presto svaniva…
Lui vede lei come un uragano e percepisce la “calma” nei suoi occhi. C’è quel “momento” in cui lui pensa: “Hai toccato le mie labbra/ quel sentimento perfetto/ quando davvero il tempo scivola.”
Ma l’amore di “Like” svanisce ed alla fine il contatto si rivela falso o illusorio; lui continua a desiderarla ma sente che sta per essere spazzato via.
Lei è forse la donna-maga o la strega, femme fàtale, se vogliamo, che troviamo (come dice Elliott Murphy) da “Pretty woman” di Roy Orbison a “Fire” di Springsteen.
Ma di questo riparleremo.